Lotta a liste d'attesa e ticket, Lorenzin: "Si possono abolire"

15 marzo 2017 ore 17:08, Luca Lippi
Il ministro Lorenzin ha ribadito, come già affermato in un'intervista due giorni fa, che i ticket incidono per 3 miliardi di euro sui 113 del Fondo Sanitario Nazionale, e che potrebbero quindi essere aboliti, agendo ad esempio sulla spending review. 

NEL DETTAGLIO
Rivedere il sistema dei ticket sanitari. Il progetto è quello di rivoluzionare il sistema sanitario nazionale partendo dai tIcket, il ministro Lorenzin ha dichiarato:  “La prossima settimana riconvocherò le Regioni per rivedere i ticket”. Secondo il ministro della Salute, “i ticket si possono anche abolire, valgono 3 miliardi su 113 che è il fondo complessivo della spesa sanitaria”. 
Lorenzin ha sottolineato la disparità sui ticket tra il Nord e il Sud, “che è spaventosa”, e il problema delle liste di attesa. 
Per Lorenzin si potrebbe ragionare su due opzioni: “La prima prevista dal patto delle Salute per rivedere i ticket, quindi sgravare le famiglie con figli numerosi, chi passa da avere un lavoro a non averlo, le nuove sacche di povertà e quindi questo è un aggiustamento dei ticket sanitari, oppure, andando avanti con la spending review, che non sono tagli ma rimodulazioni, con i risparmi derivanti che vengono tutti reinvestiti nel servizio sanitario, potremmo pensare nel tempo di toglierli. Oppure questi 3 miliardi di euro che vengono dai ticket potrebbero essere vincolati a essere spesi per le fasce più fragili della popolazione, che sono gli anziani e le donne. La situazione degli anziani, in particolare, è molto grave”. 

Lotta a liste d'attesa e ticket, Lorenzin: 'Si possono abolire'

LE LISTE DI ATTESA
Rimane però il problema delle liste di attesa, quello che nei fatti altera il dato creando la disparità fra Nord e Sud: “Le stiamo fronteggiando a macchia di leopardo e con grande lentezza”, ha detto il ministro. “Il modello migliore è stato quello emiliano, dove si è riusciti a eliminare le liste di attesa, in Emilia Romagna sono molto avanti. Ho detto alle Regioni di prendere questo come modello e di applicarlo e ho letto che il Lazio vorrebbe farlo e ne sono contenta, perché è una regione che ha grandi problemi sulle liste di attesa. Questo è solo un problema di organizzazione, non di risorse. Con la riforma del Titolo V per sistemare il problema ci sarebbero voluti un anno e mezzo o due, ora spetta alle Regioni. Ma sono convinta che la riforma del titolo V sia una materia che va riaffrontata e che abbia bisogno di una grande manutenzione straordinaria”.

IN CONCLUSIONE
I dati dimostrano che il Servizio Sanitario Nazionale sia sempre meno utilizzato da parte dei cittadini. Molti pazienti si sono spostati nel privato puro, dove non ci sono le liste di attesa e talvolta si spende lo stesso o addirittura si risparmia rispetto al costo del ticket. I tempi di attesa infiniti e appunto un ticket che spesso cresce come cifra di pagamento spingono i cittadini verso le visite e cliniche private, laddove possono chiaramente. Però anche i dati, sempre di Agenas, sulla libera professione ‘intramoenia’, che è a pagamento, raccontano di un calo di prestazioni del 9%: ‘potrebbe esserci anche un po' più di appropriatezza nelle prescrizioni, cioè un'attenzione di medici e pazienti a evitare gli esami inutili’.

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autore / Luca Lippi
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