Report tumori, meno negli uomini e più al Nord su 369mila casi

15 settembre 2017 ore 15:47, Micaela Del Monte
Sono 369mila, in crescita, i nuovi casi di tumore stimati nel 2017 in Italia: oltre il 40% sarebbe però evitabile attraverso corretti stili di vita e screening, mentre è boom di cancro al polmone fra le donne. Indicative anche le differenze sul territorio: al Nord ci si ammala di più ma al Sud si sopravvive di meno. Il dato positivo, tuttavia, è che grazie a terapie efficaci e campagne di prevenzione sono aumentate del 24% in 7 anni le persone vive dopo la scoperta della malattia. 

Report tumori, meno negli uomini e più al Nord su 369mila casi
È questo il censimento ufficiale, giunto alla settima edizione, che fotografa l'universo cancro in tempo reale grazie al lavoro dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dell'Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) e della Fondazione AIOM, raccolto nel volume 'I numeri del cancro in Italia 2017', presentato oggi al Ministero della Salute. I casi stimati nel 2017 sono 192.000 fra i maschi e 177.000 fra le femmine, nel 2016 erano 365.800

Nel 2016, viene ricordato, i nuovi casi erano stati 365.800. "L'incidenza è in netto calo negli uomini (-1.8% per anno nel periodo 2003-2017), legata principalmente alla riduzione dei tumori del polmone e della prostata, ed è stabile nelle donne, ma si deve fare di più per ridurre l'impatto di questa malattia, perché oltre il 40% dei casi è evitabile", ha affermato Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom. 

"Si conferma, anche nel Rapporto 2017, un'Italia a due velocità per quanto riguarda il cancro: emerge infatti una forte difformità tra il numero di nuovi casi registrati al Nord rispetto al Centro e al Sud, sia negli uomini che nelle donne". Lo ha detto Lucia Mangone, presidente Airtum, illustrando al ministero della Salute i dati contenuti.

"Al Nord - ha spiegato Mangone - ci si ammala di più rispetto al Sud. Il tasso d'incidenza tra gli uomini è più basso dell'8% al Centro e del 17% al Sud/Isole rispetto al Nord e per le donne del 5% e del 18%. Alla base di queste differenze vi sono fattori protettivi che ancora persistono al Sud, ma anche una minore esposizione a fattori cancerogeni (abitudine al fumo, inquinamento ambientale ecc.). Per contro - ha aggiunto Mangone - al Sud si sopravvive di meno: nelle regioni meridionali, dove gli screening oncologici sono ancora poco diffusi, non si è osservata la riduzione della mortalità e dell'incidenza dei tumori della mammella, colon-retto e cervice uterina". 

"La bestia nera in termini di mortalità in entrambi i sessi riguarda ancora il tumore del pancreas (solo 8% i pazienti vivi a 5 anni dalla diagnosi)". Lo ha detto Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom. “Le 5 neoplasie più frequenti nel 2017, - ha poi aggiunto Pinto - sono quelle del colon-retto (53.000 nuovi casi), del seno (51.000), in crescita solo nelle fasce di età dove si è avuto un ampliamento dello screening, cioè fra i 45-49 anni e nelle over 70, del polmone (41.800), della prostata (34.800) e della vescica (27.000)". 
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