Anestesisti oggi in sciopero contro politiche "lacrime e sangue"

16 dicembre 2016 ore 13:41, Andrea Barcariol
Un blocco di 4 ore all’inizio di ogni turno lavorativo che oggi metterà a rischio gli interventi chirurgici. E' quanto stabilito dagli anestesisti e dai rianimatori ospedalieri. La protesta era stata indetta anche dagli altri sindacati medici, che l’hanno però revocata in seguito alla crisi di governo. «Ventimila interventi chirurgici saltano senza di noi - afferma l’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani-Emergenza area critica (Aaroi-Emac) -: astenendoci dal lavoro nelle prime quattro ore di ogni turno di servizio». Obiettivo? «Dimostrare che senza di noi si fermano tutte le funzioni vitali degli ospedali, in sala operatoria, nei punti nascita, e non solo». Una decisione «maturata e sofferta, presa tutt’altro che a cuor leggero, dopo mesi di richieste insoddisfatte e di false promesse sul rinnovo contrattuale, sulle assunzioni in sanità, su soluzioni per risolvere il precariato e il caporalato».

Anestesisti oggi in sciopero contro politiche 'lacrime e sangue'
Uno sciopero per dire «basta alle scelte governative che continuano a imporre “lacrime e sangue” a tutto il personale del Ssn e ai cittadini - continua l’Aaroi Emac - per tappare le falle create dalle politiche scriteriate dei tagli. A differenza di un’astensione dal lavoro di un’intera giornata, questa modalità di protesta consentirà di salvaguardare, nelle fasce orarie non ricomprese nello sciopero, oltre che tutte le attività assistenziali previste dalle vigenti normative a garanzia dei servizi sanitari minimi ed essenziali, anche tutte quelle, di minor urgenza clinica ma non di minor importanza sociale, dedicate ai pazienti fragili». Una scelta adottata «unicamente per senso di responsabilità verso i cittadini, quello stesso senso di responsabilità che invece non pare appartenere ad una certa politica, nonostante proprio in questi giorni se ne faccia bandiera. Ci preme manifestare a tutti i cittadini il nostro dispiacere per quei disagi che il nostro sciopero comunque arrecherà ma siamo costretti a dare questo segnale anche per reclamare il loro diritto alla qualità e alla sicurezza delle cure».
Gli anestesisti-rianimatori italiani che lavorano nel Servizio sanitario nazionale sono circa 11 mila, si stima che ne servirebbero 3-4mila in più.


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