Un interruttore spegne crescita dei tumori: stop a gene ''spazzino''

16 giugno 2017 ore 8:38, Stefano Ursi
E' un meccanismo di tipo biologico che, se stoppato, arresta la crescita del tumore. La straordinaria scoperta si deve ad un team ricercatori italiani, guidati da Andrea Ballabio direttore dell'Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) di Napoli e Professore Ordinario di Genetica Medica all'Università Federico II di Napoli, in collaborazione con ricercatori dell'Istituto Europeo di Oncologia. Lo studio, la cui firma come primo autore è quella di Chiara di Malta, borsista nel laboratorio di Ballabio, è stato pubblicato sulla rivista Science ed è stato realizzato grazie al finanziamento di Fondazione Telethon, insieme ad un contributo dell'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc).

Un interruttore spegne crescita dei tumori: stop a gene ''spazzino''
Cellule - Imm.Rep.
Il focus della scoperta dei ricercatori ruota attorno ad un meccanismo biologico che si lega a particolari organelli cellulari, denominati 'lisosomi' (coinvolti anche in malattie genetiche rare) e che svolge un ruolo fondamentale nella crescita incontrollata dei tumori. In particolar modo, si legge, nel caso del melanoma e del tumore a pancreas e reni. Se questo meccanismo viene per qualche motivo interrotto, la crescita dei tumori improvvisamente si arresta: la scoperta deriva, in maniera lienare e diretta, da quella pubblicata nel 2009 su Science dal team di Ballabio che identificava quello che viene chiamato il 'gene spazzino', per via del suo suolo nei processi di smaltimento delle sostanze tossiche nei lisosomi. Poi è arrivato il collegamento con la questione dei tumori; il team di Ballabio ha infatti scoperto che se questo sistema 'anti-spreco' rimane sempre attivo, le cellule iniziano a moltiplicarsi in maniera incontrollata.

Bloccando questo meccanismo, dunque, è possibile secondo il team di scienziati italiani l'arresto della crescita e della proliferazione delle cellule tumorali. Una scoperta, questa, che apre le porte a prospettive potenzialmente straordinarie in fatto di strutturazione di cure per il cancro, portando ad una frontiera nuova e sempre più scientificamente avanzata la lotta contro il male oscuro. "Questo studio, pubblicato su una delle più importanti riviste scientifiche internazionali – commenta alle agenzie Francesca Pasinelli, direttore generale della Fondazione Telethon – conferma ancora una volta quanto le malattie genetiche rare siano un eccezionale banco di prova per la scoperta di meccanismi biologici fondamentali e la messa a punto di strategie terapeutiche innovative come la terapia genica".

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autore / Stefano Ursi
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