Tumore al seno, la cura più efficace la svela una nuova proteina

16 ottobre 2017 ore 10:32, Americo Mascarucci
Buone notizie per la lotta contro il tumore al seno. E' stata infatti scoperta una proteina chiamata PI3K-C2a che potrebbe permettere di migliorare le terapie. La scoperta è stata effettuata presso il Centro di Biotecnologie Molecolari dell’Università di Torino dal gruppo di ricerca del professor Emilio Hirsch ed è stata pubblicata sulla rivista scientifica  Cancer Cell.  Il gruppo avrebbe scoperto che la diminuzione di questa proteina nelle donne affette da tumore al seno aumenterebbe la sensibilità a farmaci chemioterapici mirati alla cura dello stesso tumore.
Tumore al seno, la cura più efficace la svela una nuova proteina

I NUMERI IN ITALIA
In Italia sempre più donne vengono colpite dal tumore al seno e nel 50% dei casi vengono trattate con la chemioterapia adiuvante che spesso risulta anche poco efficace. Questo significa che c'è anche il pericolo che si ripresenti la malattia nonostante le cure invasive. Nel 2017 si sono ammalate di tumore al seno circa 50.500 donne e 500 uomini (per confronto, nel 2015 le stime indicavano, rispettivamente, 48 mila e 300).
Il trend di incidenza tra il 2003 e il 2017 appare in leggero aumento (+0,9% per anno) mentre continua a calare, in maniera significativa, la mortalità (-2,2% per anno). L'aumento di incidenza è riferito alle donne di 45-49 e di oltre 70 anni, e potrebbe essere spiegato dall’ampliamento dello screening mammografico in alcune regioni che hanno coinvolto anche queste fasce di età. Tra le donne il tumore della mammella rappresenta il 28% delle neoplasie femminili, seguito dai tumori del colon-retto (13%), del polmone (8%), della tiroide (6%) e del corpo dell’utero (5%).
In media, in assenza di condizioni particolari il rischio di ciascuna donna di ammalarsi è del 10-12%. Questa percentuale, però, varia molto con l'età. Secondo i dati dell'Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum), è del  2,4% fino a 49 anni (1 donna su 42), del 5,5% tra 50 e 69 anni (1 donna su 18) e del 4,7% tra 70 e 84 (1 donna su 21).

LA SCOPERTA
La proteina scoperta giocherebbe un ruolo chiave nel controllo dei cosiddetti ‘binari’, ovvero i microtubuli, su cui i cromosomi si muovono quando la cellula si divide. "Nel tumore al seno - spiegano i ricercatori -  la diminuzione della proteina PI3K-C2 alfa è la causa di un cattivo funzionamento dei microtubuli, con conseguente aumento della sensibilità a farmaci che interagiscono con i microtubuli, come appunto i tassani, ovvero molecole derivanti dalle foglie dell’albero di tasso". In pratica questa proteina permettere di identificare meglio le pazienti che proprio nei tassani avrebbero le maggiori possibilità di sconfiggere il tumore. 
Lo studio, finanziato prevalentemente dall'AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), e stato condotto dai ricercatori Federico Gulluni, Miriam Martini e Maria Chiara De Santis: la scoperta del ruolo della proteina PI3K-C2a permetterà di massimizzare l’efficacia delle attuali possibilità terapeutiche, riducendo gli effetti collaterali e migliorando la qualità di vita delle donne con tumore al seno.  

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