Celiaci di "moda": i rischi di diagnosi fai da te e della dieta senza glutine

17 febbraio 2017 ore 10:05, Andrea De Angelis
Seguire la moda fa parte della società del XXI secolo, o forse ha fatto parte di ogni società. Così anche le malattie, le allergie possono diventare soggette ad essa. Chiariamoci, non stiamo parlando di malattie "serie". Per le quali si rischia grosso. Non si scherza su questo. Ma di quei disagi alimentari, su tutti la celiachia, che talvolta da alcune persone vengono avvertite pur non essendo semplicemente presenti. Non è solo questione di manifestazione, bensì di suggestione vera e propria. E così la dieta celiachia può diventare un cult al quale alcuni si affidano pur non avendone bisogno. Una moda vera e propria, che però porta con sé dei rischi laddove non risulti indispensabile.

Metalli pesanti
I ricercatori dell’University of Illinois a Chicago hanno scoperto che chi segue una dieta a base di prodotti senza glutine potrebbe incorrere maggiormente nel rischio di contaminazione a causa di due metalli tossici. Gli esperti hanno messo in evidenza che gli alimenti senza glutine contengono il doppio di arsenico e il 70% in più di mercurio rispetto agli altri cibi. Sono state analizzate le urine di 73 persone, tutte di un’età compresa tra i 6 e gli 80 anni. Tutti i soggetti da 5 anni portavano avanti un’alimentazione priva di glutine. Nelle urine di queste persone sono stati riscontrati valori anomali proprio di arsenico e mercurio. Il problema sarebbe dovuto soprattutto ai pesticidi utilizzati per le coltivazioni e ai contaminanti industriali. Il condizionale, come sempre, è d'obbligo.

Celiaci di 'moda': i rischi di diagnosi fai da te e della dieta senza glutine
Diagnosi fai da te
L'allarme è stato lanciato già lo scorso autunno dalla Società italiana Gastroenterologia (Sige) che invita a "rivolgersi sempre allo specialista e a lasciare da parte il 'fai-da-te', che può rivelarsi pericoloso". "Quando non ci sono gli elementi per far diagnosi di celiachia ma la persona riferisce che i suoi sintomi sono alleviati o scompaiono a dieta senza glutine, questa persona si auto-definisce 'intollerante' al glutine o affetto da 'sensibilità al glutine di tipo non celiaco'", spiega Carolina Ciacci, ordinario di Gastroenterologia dell'Università di Salerno. Tra disturbi 'di moda' e problemi reali, molti di quelli che si auto-diagnosticano una 'sensibilità al glutine non celiaca' però possono essere in realtà dei veri celiaci e come tali vanno seguiti da un medico.

Aumento di casi "sospetto"

In molti, pur non essendo affetto da celiachia, scelgono di rinunciare a mangiare cibi contenenti glutine, per inseguire una moda o anche solo per cattiva infiormazione. Uno studio di ricercatori americani condotto su oltre 22mila persone seguite per il National Health and Nutrition Examination Survey dal 2009 al 2014, ha infatti accertato che la percentuale di pazienti celiaci nella popolazione non sta affatto aumentando. Infatti per le 22mila persone sottoposte ad un test per la celiachia, la prevalenza della malattia è rimasta stabile attorno allo 0,7 per cento.
Ciò nonostante il numero di persone che hanno scelto una dieta gluten-free senza soffrire di celiachia è aumentato dallo 0,5 per cento del 2009-2010 all'1,7 per cento del 2013-2014.

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