Morbillo è allarme in Italia: +230% nel 2017: le regioni più colpite

17 marzo 2017 ore 9:27, Andrea Barcariol
Ogni giorno circa 400 bambini muoiono a causa del morbillo. Un dato agghiacciante che emerge dal rapporto stilato congiuntamente da Oms, Cdc, Unicef e Gavi. Ora questa malattia, che si credeva ormai debellata grazie alle vaccinazioni, torna a far paura anche in Italia. Dal mese di gennaio 2017 è stato registrato un preoccupante aumento del numero di casi, che sono più che triplicati: a fronte degli 844 casi di morbillo segnalati nel 2016, dall'inizio dell'anno sono già stati registrati più di 700 casi, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui si erano verificati 220 casi, di oltre il 230%. La maggior parte dei casi sono stati segnalati in sole quattro Regioni (Lazio, Lombardia, Toscana e Piemonte) e più della metà rientra nella fascia di età 15-39 anni. Il morbillo continua a circolare nel nostro Paese, spiega il Ministero, a causa della presenza di sacche di popolazione suscettibile non vaccinata o che non ha completato il ciclo vaccinale a 2 dosi (gratuito). Le complicazioni sono dovute principalmente a superinfezioni batteriche: otite media, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti (infiammazioni del cervello). Si riscontrano più spesso nei neonati, nei bambini malnutriti o nelle persone immunocompromesse.

Morbillo è allarme in Italia: +230% nel 2017: le regioni più colpite
Le parole del mininistro della Salute Beatrice Lorenzin
“Nonostante il Piano di eliminazione del morbillo sia partito nel 2005 e la vaccinazione contro il morbillo sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 – ha detto Beatrice Lorenzin – la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi (coorte 2013) è stata dell’85,3% (con il valore più basso pari al 68% registrato nella Provincia autonoma di Bolzano e quello più alto in Lombardia con il 92,3%), ancora lontana dal 95% che è il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione. È ora indispensabile intervenire rapidamente con un impegno e una maggiore responsabilità a tutti i livelli per rendere questa vaccinazione fruibile, aumentandone l’accettazione e la richiesta da parte della popolazione. Ci vuole una campagna di ulteriore responsabilizzazione da parte dei genitori e delle persone non immuni di tutte le età affinché non rinuncino a questa fondamentale opportunità di prevenire una malattia che può essere anche letale.

Nel mondo
Dal 2000 al 2015, si è registrato un decremento del 79% delle morti per morbillo, spiegano le organizzazioni, ma sono ancora centinaia i decessi tra bambini al giorno per questa patologia che, con le vaccinazioni, è invece prevenibile. A livello globale i progressi non sono stati omogenei. Nel 2015, circa 20 milioni di bambini non sono stati vaccinati contro il morbillo e circa 134.000 sono i bambini morti a causa della malattia. Il 75% delle morti avvengono in Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, India, Indonesia, Nigeria e Pakistan. In questi Paesi vive la metà di tutti i bambini non vaccinati contro il morbillo. “Continuare a fare progressi nella lotta contro il morbillo non è una missione impossibile - ha dichiarato Robin Nandy, Responsabile Unicef per le Vaccinazioni - Abbiamo gli strumenti e le conoscenze per farlo; ciò che ci manca è la volontà politica di raggiungere ogni singolo bambino, ovunque esso sia. Se non ci sarà un impegno concreto, i bambini continueranno a morire per una malattia prevenibile con soluzioni semplici e a basso costo".
Gli esperti evidenziano pure un'altra criticità: estesi focolai nel 2015 in Germania e Mongolia hanno riguardato anche gli anziani, ciò indica la necessità di vaccinare gli adolescenti non protetti e che possono diventare veicolo del virus.

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