Avrai un tumore? Il test anti-cancro individua le "cellule sentinella"

18 aprile 2017 ore 23:29, Orietta Giorgio
La scoperta è una di quelle che potrebbero cambiare il destino di molti, con un semplice test. Scoprire tempestivamente le cellule tumorali nel sangue prima che queste diventino pericolose, battere sul tempo lo sviluppo del tumore e “ucciderlo”, prima che lui uccida noi.

Avrai un tumore? Il test anti-cancro individua le 'cellule sentinella'
 

In alcuni casi sembra complicato, in altri “impossibile”, ora la speranza che sia possibile si fa concreta:  la lotta contro il cancro ha un’arma in più e si tratta di qualcosa di rivoluzionario. 

Patrizia Paterlini-Bréchot, docente di biologia cellulare e molecolare all’Università Paris-Descartes, oncologa italiana trapiantata in Francia, autrice del libro “Uccidere il cancro” (Mondadori), ha messo a punto un test per la diagnosi precoce al tumore.

Con un semplice esame del sangue è possibile scoprire se nell'organismo umano si sta sviluppando il cancro, quindi isolarlo e sconfiggerlo prima che le cellule tumorali, ai primissimi stadi della malattia, si ingrandiscano diventando una massa cancerosa pericolosa. Tac ed ecografie non sono in grado di fare questo.

In una intervista al Corriere, ha spiegato di cosa si tratta: "Da circa un anno e mezzo è a disposizione il test Iset (Isolation by Size of Tumor Cells) per l’individuazione delle cellule tumorali nel sangue. Con questo sistema il professor Paul Hofman a Nizza ha scoperto cellule tumorali nel sangue di cinque pazienti a rischio, fumatori affetti da broncopatia, ben prima che il cancro al polmone fosse visibile. Il test è per ora disponibile per aiutare a prevenire le metastasi in pazienti con diagnosi di tumore, anche se non lo si può rifiutare ai soggetti senza tumore che firmano il consenso informato. Costa 486 euro, non ancora rimborsati dall’assistenza sanitaria".

"Testerei tutta la popolazione gratis  ma non posso, è terribile". Questo l'intento della dottoressa, perché la sua è una missione.  

Patrizia Paterlini si laurea a Modena, segue i corsi del professor Mario Coppo (l’”Infallibile Maestro”, come lo chiama nel libro) e incontra un paziente che cambierà il corso della sua vita: “È stato decisivo. Un uomo destinato a morire, in pochi giorni, di cancro al pancreas. Il suo ultimo sguardo è stato rivolto a me, occhi spalancati che mi accusavano: “Mi hai tradita!”. In quel momento ho deciso che avrei dedicato la vita a combattere il cancro”.

E la ricerca continua: "Oggi il test indica se ci sono cellule tumorali nel sangue  e a quel punto bisogna poi cercare l’organo coinvolto con i soliti esami (radiografie, tac). Lavoriamo perché il test in futuro ci dica subito quale organo curare o sorvegliare, e risparmieremo altro tempo prezioso. Le prime cellule tumorali sono sentinelle: danno l’allarme quando la minaccia è lontana, e si fa in tempo a sventarla”.

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