Perché la prudenza aumenta con l'età: colpa del volume celebrale

19 dicembre 2016 ore 18:52, Micaela Del Monte
La prudenza degli anziani non è solo questione di età, maturità e esperienza. La minore propensione a scelte azzardate dipenderebbe infatti dalla riduzione del volume di materia grigia in una regione della corteccia cerebrale. Lo afferma uno studio della Yale School of Medicine (USA) pubblicato su Nature Communications.

Perché la prudenza aumenta con l'età: colpa del volume celebrale
I ricercatori hanno prima valutato la propensione al rischio dei partecipanti, di età compresa fra i 18 e gli 88 anni, attraverso una serie di test, chiedendo per esempio se preferivano ricevere 5 dollari o partecipare a un'estrazione in cui avevano una probabilità su quattro di vincerne 20. Una volta assegnato a ciascuno un livello di tolleranza al rischio, i soggetti sono stati sottoposti a una risonanza magnetica cerebrale, che ha permesso di misurare il volume della materia grigia nella corteccia cerebrale. Con l'età che avanza, il numero di neuroni diminuisce, e sarebbe proprio la perdita di cellule nervose in una regione importante per la propensione al rischio a determinare la prudenza degli anziani (la saggezza, diciamocelo, c'entra meno).

"Se usiamo il volume della materia grigia e l'età come predittori degli atteggiamenti di rischio -  ha detto Ifat Levy, che ha diretto lo studio - il primo è significativo, mentre l'età di per sé non lo è". Infatti, sebbene l'avanzare dell'età si accompagni comunque a un assottigliamento della corteccia, la riduzione può essere più o meno marcata da persona a persona, e volumi di partenza anche solo leggermente diversi possono fare la differenza.
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