Tumore vescica, 37% italiani lo ignorano: i fattori di rischio e i sintomi

19 luglio 2017 ore 11:48, Micaela Del Monte
Non tutti conoscono l'esistenza del tumore alla vescica, in Italia soprattutto in molti non ne hanno proprio sentito parlare. Il 37% degli italiani infatti è totalmente ignaro dell'esistenza di questo tipo di tumore che invece è discretamente frequente, secondo il 68% è inguaribile e il 78% non sa che si può prevenire. Il 52% ignora che questo tumore interessa soprattutto gli uomini e solo il 23% considera il fumo come possibile causa. 

Tumore vescica, 37% italiani lo ignorano: i fattori di rischio e i sintomi
FATTORE DI RISCHIO -
In realtà il fumo è uno dei primi fattori di rischio. Sette italiani su dieci non sanno che attraverso stili di vita sani è possibile evitare il cancro; il 24% fuma regolarmente e la metà almeno un pacchetto al giorno. Questo vizio è la causa di circa il 50% di tutti i tumori del tratto urinario.  Questo quanto emerge da un sondaggio su 1.562 persone effettuato dall'AIOM. L'indagine è presentata oggi in un convegno al ministero della Salute e fa parte di Non avere TUTimore, campagna di sensibilizzazione sul tumore uroteliale, la prima mai realizzata nel nostro Paese e resa possibile da Roche.

COME RICONOSCERLO - Il principale segnale è la presenza di sangue nelle urine, visibile a occhio nudo o solo al microscopio, senza dolore. Altri sintomi iniziali possono essere la necessità di urinare più frequentemente, l'urgenza, il dolore o la difficoltà nel farlo. La presenza di sangue nelle urine rappresenta un campanello d'allarme. Il persistere o ripetersi deve rappresentare un segnale forte da non sottovalutare. Tuttavia, solo il 29% informa il proprio medico.

TUMORE "BATTIBILE" - "Il 78% dei pazienti italiani riesce a sconfiggere questo tumore - sostiene Sergio Bracarda Direttore del Dipartimento Oncologico Azienda USL Toscana Sud-est, Arezzo -. Finora in fase avanzata è stato principalmente trattato con la chemio, ma non sempre in modo ottimale, per la presenza di complicanze come l'insufficienza renale. E' difficile da curare perché colpisce soprattutto persone anziane e quindi spesso con altre malattie.Studi clinici hanno evidenziato il ruolo dell'immunoterapia con l'introduzione di anticorpi anti-PD1 e anti-PD-L1. Questi farmaci hanno dimostrato di essere efficaci e meglio tollerati rispetto alla tradizionale chemio".
caricamento in corso...
caricamento in corso...