In Italia 1mln di malati di Alzheimer, ma ora l'IA può scovarlo 10 anni prima

19 settembre 2017 ore 11:12, Micaela Del Monte
L'Alzheimer è la patologia più diffusa tra le varie forme di demenza, un disturbo tipicamente associato alla terza età che nel mondo fa registrare 9,9 milioni di nuovi casi all'anno, uno ogni 3,2 secondi. Non a caso si stima che siano colpite dal morbo di Alzheimer circa 50 milioni di persone, numero che secondo diverse ricerche è destinato a triplicare entro il 2050. Soltanto in Italia si contano oggi oltre un milione di malati, che raddoppieranno entro tre decenni.

In Italia 1mln di malati di Alzheimer, ma ora l'IA può scovarlo 10 anni prima
INCONTRO A MILANO
Giovedì 21 settembre si celebra la Giornata Mondiale dell'Alzheimer, mentre oggi è invece previsto a Milano un convegno pubblico organizzato per discutere delle nuove frontiere raggiunte dalla ricerca scientifica, ma anche di assistenza del malato. Il meeting meneghino, chiamato “Dall'assistenza all'inclusione: come superare lo stigma della demenza”, è uno degli eventi più importanti in seno al programma ‘Ricordati di Me' del Mese Mondiale Alzheimer organizzato dall'ADI (Alzheimer's Disease International), una task force di associazioni, medici e istituti che riunisce oltre 80 organismi nazionali con lo scopo di condividere progetti di supporto, assistenza e ricerca in favore dei malati. L'obiettivo principale dell'evento e di tutti quelli organizzati dall'ADI è quello di “mettere in primo piano la persona con demenza e le sue esigenze, la sua qualità di vita insieme alla sua famiglia”, ha sottolineato la dottoressa Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia.

PREVENZIONE E PREVISIONE
Una buona notizia sulla prevenzione arriva però da un team di ricercatori dell'Università di Bari che ha lavorato a lungo sullo sviluppo di un algoritmo in grado di rilevare la malattia fino a 10 anni prima che i sintomi inizino a manifestarsi. L'algoritmo rileva infatti cambiamenti minimi nella struttura cerebrale del paziente causati proprio dalla malattia, ma che ne precedono di moltissimi anni la manifestazione.' Lalgoritmo è stato poi utilizzato come base per un'Intelligenza Artificiale, che è stata addestrata sulla base di 67 risonanze magnetiche, 38 di malati di Alzheimer e 29 di pazienti sani, che servono da controllo. Le risonanze sono state divise in piccole regioni e l'IA ha dovuto analizzarne le connessioni neurali.

Dopo l'addestramento l'IA ha analizzato le scansioni cerebrali di 148 pazienti, di cui ?48 erano scansioni di persone con la malattia e altre 48 di chi ha avuto danni cognitivi leggeri prima che la Malattia di Alzheimer fosse conclamata. In questa situazione l'IA è stata in grado di diagnosticare l'Alzheimer l'86% delle volte, rilevando i danni più leggeri nell'84% dei casi, cosa che candida questa IA a diventare uno strumento per le diagnosi precoci.

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