Ricerca Uk contro il "tacco 12": danni per la salute e diktat sociali

02 agosto 2017 ore 11:58, Eleonora Baldo

“Se bella vuoi apparire, un po' devi soffrire!” recita un famoso detto che sembra calzare a pennello – e il termine non è casuale – all’eterno rapporto di amore-odio- e ancora amore che lega le donne ai tacchi alti.

 Non c’è donna che non li abbia portati almeno una volta nella vita, e non c’è donna che non li abbia odiati almeno una volta nella vita. Da qui, poi, si aprono due strade: o è amore per tutta la vita, sempre e comunque e costi quel che costi, oppure si attaccano gli stiletti al chiodo e si decide che in fondo la vita è bella anche vista attraverso un paio di sneakers o ballerine. Queste sono le due macro-categorie in cui, generalmente, si riconosce ogni donna, chi da una parte, chi dall’altra.

Ricerca Uk contro il 'tacco 12': danni per la salute e diktat sociali

Ma cosa succede quando è uno studio a dire che i tacchi alti potrebbero essere dannosi per la salute femminile mettendo in luce l’esistenza di correlazioni tra patologie ortopediche e utilizzo degli stessi? Succede che, se da una parte lo zoccolo duro di fan dei 12 centrimetri non si scomporrà minimamente, dall’altra parte della Manica, la ricerca – condotta da un pool di scienziati dell’Università di Aberdeen – ha riaperto un dibattito accesissimo sulla stretta relazione che tiene insieme tacchi, donne e mondo del lavoro. Appurato, infatti, che l’utilizzo costante dei tacchi può comportare l’insorgere di problemi come l’alluce valgo, dolori e traumi – mentre è esclusa la relazione tra utilizzo dei tacchi e osteoartrite – i ricercatori hanno puntato il dito contro “i complessi motivi sociali e culturali che li rendono attraenti”, come puntualizzato da Max Barnish a capo del pool di ricerca, riprendendo le fila di una discussione che lo scorso aprile aveva animato i banchi del Parlamento di Londra impegnato a discutere i contenuti di una legge che avrebbe dovuto vietarne l’obbligo sul posto di lavoro. “Noi non stiamo cercando di dire che si dovrebbero o non si dovrebbero indossare tacchi alti, ma speriamo che questo studio aiuti chi li indossa a tener conto dei rischi per la salute oltre che dei beneficì a livello sociale” ha aggiunto Heather Morgan, docente all’Università di Aberdeen e membro del gruppo di studio, caldeggiando l’intervento legislativo sul tema affinché venga rafforzata “la normativa in modo che nessuno sia costretto contro la sua volontà ad indossare i tacchi alti sul posto di lavoro” riprendendo quanto di fatto, già applicato, nel distretto canadese di British Columbia, dove di recente è stata introdotta una legge che vieta ai datori di lavoro di imporre alle proprie dipendenti l’utilizzo obbligatorio di scarpe con il tacco.

Al momento non è dato sapere chi la spunterà nel braccio di ferro tra sostenitori della salute e sostenitori della bellezza “a tutti i costi”. Il consiglio che ci sentiamo di dare, nel tentativo di rimanere il più possibili imparziali sulla questione, è come per tutte le cose della vita, di farne un utilizzo responsabile!

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