Sindrome locked-in, una cuffia per leggere "la forza del pensiero"

02 febbraio 2017 ore 12:31, Andrea Barcariol
E' un classico dei film di fantascienza: leggere nel #pensiero. Da Star Trek a X-Men. Qualcosa di simile ha realizzato un team di ricerca internazionale coordinato dal Wyss Center for Bio and Neuroengineering di #Ginevra. Il processo si basa sull'analisi dei livelli di ossigeno presenti nel sangue del cervello, permettendo la comunicazione anche ai malati con sindrome locked-in, una condizione clinica nella quale si è coscienti ma totalmente #paralizzati. Il dispositivo utilizzato, una sorta di cuffia, ha dato modo a 4 malati di SLA di tornare a ‘parlare' con i propri familiari dopo anni di silenzio. Un padre, ad esempio, alla domanda della figlia se poteva sposare il suo amato, ha risposto di no. Lo #studio è stato pubblicato su Plo sBiology. Da tempo la ricerca sta tentando di tradurre l’attività del cervello in segnali, oltrepassando il sistema nervoso danneggiato e i muscoli. Ed esistono vari sistemi di interfaccia cervello-computer per compiere semplici azioni come prendere un oggetto o mangiare una mela muovendo gli arti con la sola «forza del pensiero» o scrivere con la mente.

Si è sempre ritenuto che i pazienti «locked-in» non avessero abbastanza capacità di concentrazione per utilizzare questo genere di sistemi ma la nuova ricerca sembra dimostrare il contrario. Questo il commento del professor Niels #Birbaumer, che ha guidato lo studio: «Tutti e quattro avevano accettato la ventilazione artificiale pur di continuare a vivere. A una persona normale certe condizioni appaiono intollerabili, ma anche un piccolo miglioramento della qualità di vita come quello di poter interagire con i familiari per queste persone costrette all’immobilità è vissuto in modo molto positivo. Per questo credo che se questa tecnica potrà essere sviluppata potrà avere un grande impatto sulla qualità della vita di questi pazienti».








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