Diagnosi precoce di Alzheimer, made in Italy la scoperta coi cristalli d'argento

02 marzo 2017 ore 9:26, Micaela Del Monte
Una ricerca italiana sta analizzando un nuovo modo per diagnosticare precocemente malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson. Il tutto grazie all'attivazione laser di nanocristalli d'argento. E' la nuova tecnica messa a punto da un team di ricercatori italiani dell'Istituto di fisica applicata (Ifac-Cnr), in collaborazione con l'Istituto di microelettronica e microsistemi (Imm-Cnr) e con il Dipartimento di chimica e scienze geologiche dell'Università di Modena e Reggio Emilia. 

Diagnosi precoce di Alzheimer, made in Italy la scoperta coi cristalli d'argento
CRISTALLI D'ARGENTO
I cristalli d'argento utilizzati sono a forma di cubo e hanno dimensioni dell'ordine del nanometro, unità di misura equivalente a un miliardesimo di metro). "L'attivazione tramite laser consente di identificare molecole precursori della malattia presenti nei fluidi biologici (sangue, urina, fluido cerebrospinale)", spiega Paolo Matteini, autore principale della ricerca. 

METODOLOGIA
“La metodologia si basa sull’attivazione laser di nanocristalli (cristalli che hanno dimensioni dell’ordine del nanometro, unità di misura equivalente a un miliardesimo di metro) d’argento a forma di cubo; attivazione che consente di identificare molecole precursori della malattia presenti nei fluidi biologici (sangue, urina, fluido cerebrospinale)”, spiega Paolo Matteini dell’Ifac-Cnr, primo autore del lavoro e coordinatore del team. “L’irraggiamento laser ‘accende’ infatti i nanocristalli producendo un intenso campo elettrico che amplifica di circa un milione di volte il segnale delle molecole aderenti alla superficie dei nanocristalli stessi. Il segnale così rivelato fornisce informazioni uniche su composizione e struttura della biomolecola, che viene riconosciuta anche in minime tracce”.

NUOVO MICROSCOPIO
“Mediante un nuovo microscopio elettronico a scansione, installato presso i laboratori di Catania, è stato possibile analizzare la struttura cristallina dei vertici del nanocubo, rivelandone una disposizione ‘a gradini’, che intercetta efficacemente le biomolecole in soluzione”, aggiunge Giuseppe Nicotra, ricercatore dell’Imm-Cnr.

APPROCCIO VALIDO
Gli esperimenti condotti finora hanno dimostrato la validità di questo approccio. “La metodica consente di sviluppare test diagnostici per il riconoscimento precoce di biomarcatori di patologie neurodegenerative”, conclude Roberto Pini, direttore dell’Ifac-Cnr. “La strada è però ancora lunga: sarà infatti necessaria un’accurata fase di test preliminari per classificare la complessità dell’impronta ottica dei vari biomarcatori prima che questa tecnica risulti affidabile per l’uso clinico”.

ALZHEIMER
L'Alzheimer è una patologia a carattere neurodegenerativo che solo in Italia colpisce circa 600mila persone. Tale patologia rappresenta la forma di demenza senile più comune. Il morbo comporta uno scadimento progressivo delle capacità cognitive. La patologia si caratterizza per la presenza di placche amiloidi nel cervello e di ammassi neurofibrillari. La diagnosi si basa sulla valutazione cognitiva attraverso una serie di test che misurano diverse funzioni, ad esempio la memoria a breve e a lungo termine. Allo stato attuale non esistono terapie efficaci per la cura di questa malattia.
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