Visita fiscale, reperibilità 2017: i nuovi comportamenti anti-sanzioni

20 dicembre 2016 ore 17:15, intelligo
di Stefano Ursi

MALATTIA E COMUNICAZIONE - Arriva il 2017 e con esso nuove regole sulla visita fiscale. Se ne occupa in uno speciale l'agenzia AdnKronos, che cita il portale specializzato 'laleggepertutti.it', il quale spiega nel dettaglio cosa cambia e come adeguarsi alla nuova normativa onde non incorrere in sanzioni. Innanzitutto arrivano i controlli che scattano il primo giorno di assenza anche per i lavoratori privati e l'invio d'ufficio del medico. Quando ci si ammala la prima cosa da fare è avvisare il datore di lavoro e i tempi sono regolati in base al contratto collettivo applicato dall'azienda. Ovviamente, in caso di giustificato e comprovato impedimento, non vige obbligo di avvertimento mentre invece se l'impedimento non è giustificato, il dipendente può incorrere in una sanzione del datore di lavoro; il medico curante, da cui va ottenuto il certificato entro 48 ore dal verificarsi della patologia, trasmetterà in via telematica lo stesso certificato con tutti i dati e le specifiche richieste e l'Inps gli rilascerà una ricevuta con numero di protocollo. Qualora il medico fosse assente, è in ogni caso possibile recarsi da un altro medico convenzionato con il Ssn o dalla guardia medica. In caso di ricovero sarà l'ospedale stesso a trasmettere il certificato.

Visita fiscale, reperibilità 2017: i nuovi comportamenti anti-sanzioni
VISITA E REPERIBILITA' - Una volta fatte tutte queste cose, spiega il sito dell'agenzia, occorre rendersi reperibile per la visita fiscale dell'Inps, che consiste in una visita da parte di un medico fiscale dell'istituto al fine di verificare lo stato di malattia. Fasce di reperibilità: dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, se si è dipendenti del settore privato; dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, se si è dipendente pubblico. Anche in questo caso, si legge, ci sono dei casi in cui non è obbligatoria la reperibilità: in caso di ricovero presso struttura sanitaria, di patologia grave che richieda cure salvavita, di infortunio sul lavoro e malattia professionale, di patologia legata ad invalidità o menomazione. Ci sono poi alcuni casi specifici in cui il medico curante può disporre l'esonero del dipendente, contrassegnando il certificato con il codice E. Esistono poi altre circostanze in cui sussiste l'assenza giustificata, ovvero una visita medica o essere sottoposti ad un accertamento sanitario durante le fasce di reperibilità e altre. Non aver sentito il campanello o non aver scritto il cognome fuori dalla porta non sono ritenute, insieme ad altre circostanze, giustificazioni valide. Il tempo per giustificare la propria assenza è di 15 giorni: in caso di assenza ingiustificata, la sanzione comporta la perdita del 100% della retribuzione per i primi 10 giorni di malattia. A meno che, come solitamente avviene, il lavoratore non sia convocato prima a una seconda visita nell'ambulatorio Asl. Qualora effettivamente il medico verifichi lo stato di malattia, si può recuperare la retribuzione dal giorno del secondo controllo. Qualora non ci si presenti alla seconda convocazione si perde il 50% della retribuzione dei giorni restanti e alla terza assenza la perdita è totale.
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