Trapianti e donazioni d'organo in crescita ma c'è un "gap culturale"

20 dicembre 2016 ore 9:32, Orietta Giorgio
Un rapporto del Cnt (Centro nazionale trapianti) conferma che aumentano i trapianti e le donazioni d'organo in Italia, segnalando la leadership italiana in Europa. Nel nostro Paese sono stati eseguiti 3.268 trapianti, contro i 3.002 del 2015, e il totale dei donatori d'organi è stato di 1.260, contro i 1.165 dello scorso anno. 

Trapianti e donazioni d'organo in crescita ma c'è un 'gap culturale'

Ma tra i dati diffusi dal Centro Nazionale Trapianti emerge anche un’altra notizia positiva: aumentano notevolmente le donazioni da vivente (20,4% in più rispetto al 2014): 301 sono state quelle di rene (+19,9% rispetto al 2014, +32,6% rispetto al 2013 e +56,8% rispetto al 2012) e 23 quelle di fegato (+27,8% rispetto al 2014).

Eppure nel nostro Paese esistono ancora alcuni ostacoli da non sottovalutare: 

Il primo problema è di carattere organizzativo: “Ancora troppo spesso - dichiara Giuseppe Piccolo, coordinatore regionale Trapianti della Lombardia – si tratta di un’attività discrezionalmente aggiuntiva, di cui si fa carico il singolo operatore sanitario. L’obiettivo è quello di considerare la donazione di organi e tessuti come un’attività sanitaria di cui sono responsabili le direzioni degli ospedali, nel contesto di programma regionali e nazionali ben definiti. Solo così la donazione potrà affermarsi per quello che è, ossia il presidio clinico di prima scelta per i pazienti”.

L'altro è di carattere culturale, Giuseppe Vanacore, presidente dell'Associazione nazionale dializzati e trapiantati (Aned) ha affermato: “I livelli di opposizione per la donazione da cadavere in Italia sono ancora troppo elevati, siamo intorno a una media del 30-32 per cento, a dimostrazione del fatto che c’è ancora un grande gap culturale da colmare”.

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