Ovaie stampate in 3D, svolta fertilità per donne "vittime" della chemio

20 maggio 2017 ore 15:20, Stefano Ursi
Combattere l'infertilità femminile si può grazie alle ovaie stampate in 3D. La scoperta si deve ai ricercatori della Northwestern University, che hanno presentato i risultati di un esperimento realizzato durante il meeting annuale della Endorine Society. Le protesi sono state sperimentate su alcune cavie, nello specifico femmine di topo, che sono state in grado di partorire cuccioli perfettamente sani. Si tratta delle prime ovaie stampate in 3D che hanno permesso di ripristinare l'equilibrio ormonale dei roditori ideale per la riproduzione. Il risultato è quello di ottenere la conferma della piena applicazione della stessa tecnologia all'uomo, ad esempio per restituire la fertilità alle donne che l'hanno perduta dopo la chemioterapia.
Ovaie stampate in 3D, svolta fertilità per donne 'vittime' della chemio

LA RICERCA - I ricercatori hanno utilizzato una specie di ‘inchiostro' gel per stampare le ovaie in 3D che sono state poi inserite nelle femmine di topo dopo che le loro ovaie originali erano state rimosse. Inchiostro formato da una sorta di gelatina fatta di idrogel, che è un materiale a base di acqua e collagene, cioè la 'colla' biologica, che è sicuro da usare nell'uomo. Le ovaie in 3D non solo sono riuscite ad ovulare, ma sono state anche in grado di dare alla luce cuccioli sani che sono stati allevati dalle stesse mamme. Strato dopo strato, i ricercatori hanno stampato una struttura che imita quella delle ovaie: è una sorta di impalcatura costellata di pori, nei quali sono state alloggiate le cellule uovo immature e quelle che le nutrono e le proteggono, cioè i follicoli.
Una volta impiantata nei topi, la struttura si è integrata con gli altri tessuti, si sono formati i vasi del sangue, e sono maturati gli ovuli. Inoltre le ovaie stampate in 3D hanno ripristinato la funzione ormonale ideale per la riproduzione, che ha permesso il concepimento. Altre volte sono state prodotte gravidanze in animali da laboratorio utilizzando frammenti di tessuto ovarico, ma è la prima che un intero organo artificiale è stato generato e che, trapiantato, ha dimostrato di funzionare.
 
IL FUTURO - Tuttavia si tratta di un primo esperimento che seppur andato a buon fine non comporta automaticamente la sicurezza matematica di poter produrre la stessa efficacia anche sugli esseri umani. Quindi serviranno ulteriori esami e prove scientifiche. Il prossimo passo per i ricercatori sarà quello di proseguire la ricerca su animali di taglia più grande per verificare se questo approccio possa funzionare anche nell'uomo. I follicoli nell'ovaio femminile sono infatti molto più grandi e si sviluppano rapidamente durante le varie fasi del ciclo mestruale. Teresa Woodruff, che insieme a Ramile Shah ha coordinato la ricerca, ha sottolineato come "creare strutture sintetiche di questo tipo in grado di ripristinare la salute, è il Santo Graal della medicina rigenerativa. Questa ricerca mostra come queste ovaie in 3D hanno una funzione a lungo termine e duratura".
"La nostra speranza - ha dichiarato Monica La Ronda, co-autrice dello studio - è di arrivare a ripristinare la fertilità e la funzionalità ormonale nelle donne che soffrono di effetti collaterali di terapie contro il cancro, o che sono nate con un ridotta fertilità ovarica".

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autore / Stefano Ursi
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