Lavare pollo crudo, rischio Campylobacter: patologia e prevenzione

21 agosto 2017 ore 11:25, Stefano Ursi
L'allarme arriva direttamente dall'Agenzia per la Sicurezza Alimentare del Regno Unito: lavare il pollo crudo prima di cuocerlo potrebbe causare danni alla salute. Perché e da dove deriverebbe questo pericolo? L'Agenzia spiega che il lavaggio potrebbe mettere in circolo in casa e sulle persone un batterio denominato Campylobacter, che si trova a volte nella carne di pollo e che è resistente a temperature fra i 30 e i 47 gradi e non teme il congelamento. Il pericolo, in sostanza, spiega l'Agenzia, sarebbe la contaminazione dei vari strumenti e attrezzi da cucina come taglieri, forbici e coltelli per esempio e il rischio è dunque che il batterio si diffonda all'ambiente e poi alle persone.

Lavare pollo crudo, rischio Campylobacter: patologia e prevenzione
Il rischio potrebbe essere quello di contrarre la campylobatteriosi, ovvero, si legge sul portale Epicentro ISS, una malattia infettiva causata dal batterio Gram negativo Campylobacter. Descritta negli anni Cinquanta come rara batteriemia nelle persone immuno-compromesse, nel 1972 è stata individuata come causa di malattie diarroiche. La maggior parte delle infezioni (circa il 90%) è provocata dalle specie C. jejuni e C. coli, mentre meno frequenti sono quelle causate dalle specie C. lari, C. fetus e C. upsaliensis. La campylobatteriosi – si legge – è una delle malattie batteriche gastrointestinali più diffuse al mondo e il suo tasso di incidenza ha superato in alcuni Paesi europei quello relativo alle salmonellosi non tifoidee. La sua diffusione negli ultimi 10 anni ha, infatti, registrato un incremento e rappresenta un problema di salute pubblica di impatto socio-economico considerevole.

Episodi epidemici di infezione da Campylobacter – si legge – sono stati associati prevalentemente al consumo di acqua o latte contaminati, alimenti a rischio consumati crudi e, occasionalmente, a carne di pollo. Il pollame rappresenta uno dei principali serbatoi delle diverse specie di Campylobacter. In Europa la quota di pollai risultati positivi alle indagini microbiologiche effettuate è variabile da Paese a Paese e, precisamente, da un minimo del 5% a un massimo del 90%. Le conoscenze sulle vie di contaminazione del pollo – spiega il sito Epicento ISS – sono ancora incomplete, ma i fattori maggiormente correlati alla diffusione del Campylobacter sono il livello di biosicurezza, la stagione, l’età del pollame, le modalità di somministrazione dei mangimi, i trasferimenti dei capi da un allevamento a un altro, le condizioni di trasporto del pollame, l’acqua e i medicinali somministrati agli animali. Gli esperti inglesi raccomandano dunque il minor contatto possibile con il pollo crudo e usare il migliore e più semplice modo di uccidere i batteri: la cottura.

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autore / Stefano Ursi
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