Aifa non ci sta: prezzi etici su farmaci anti epatite C o Bypassare il brevetto

21 febbraio 2017 ore 17:08, Luca Lippi
È polemica sul costo del farmaco contro l’epatite C. È allo stato dell’arte l’ipotesi che il governo possa “bypassare” la protezione brevettuale, per ragioni di salute pubblica, e produrre il sofosbuvir di Stato. La polemica nasce dal costo del farmaco, e a tale proposito il Ministro Lorenzin ha dichiarato a margine di un convegno tenutosi ieri a Roma in occasione della chiusura definitiva degli ospedali psichiatrici giudiziari: “L’obiettivo è quello di arrivare a un prezzo congruo per i farmaci contro l’epatite C, ma questa è una fase in cui è l’Aifa che contratta”.
Da cosa nasce la questione? 
In un’intervista al quotidiano La Stampa resa alla vigilia della ripresa delle trattative per ricontrattare i prezzi dei medicinali anti-epatite, Melazzini ha  voluto lanciare alla multinazionale che produce i due anti-Hcv Sovaldi e Harvoni un messaggio che, ridotto all’osso, suona semplicissimo: o in sede di trattativa Gilead  riduce, e di molto, i prezzi dei due farmaci, scendendo dai circa 13 mila richiesti ai 4 mila per trattamento che invece è disposta a pagare Aifa,  la stessa cifra pagata attualmente per gli ultimi scaglioni degli oltre 67mila pazienti già trattati, oppure l’agenzia regolatoria si orienterà verso altre e più drastiche soluzioni.
Se non prevarrà l’etica del buon senso eradicheremo il virus lo stesso, ricorrendo a tutte le soluzioni possibili” ha detto Melazzini a La Stampa, chiarendo poi con quali armi Aifa intenda costringere Gilead a più ragionevoli consigli. La prima è quella di “seguire l’esempio della Francia, consigliando ai centri specialistici che assistono i malati di epatite gli altri farmaci di pari efficacia, che non combattono tutti i ceppi del virus, ma quelli comunque più diffusi, il I e il IV”.
In sostanza, quello di Melazzini è suonato come un aut aut.
La Lorenzin ha proseguito: “La nostra indicazione ormai da mesi è quella avere un prezzo congruo rispetto al numero di pazienti che ci sono in Italia. Abbiamo un fondo ad hoc per questi farmaci e il nostro obiettivo è l’eradicazione della malattia. È evidente che la trattativa debba essere congrua e adeguata all’etica. Vogliamo trattare i nostri pazienti rendendo però il sistema sostenibile”.

Aifa non ci sta: prezzi etici su farmaci anti epatite C o Bypassare il brevetto

Mentre il ministro Lorenzin rilascia dichiarazioni in linea col ruolo istituzionale che ricopre, di contro c’è la presa di posizione del senatore di Idv  Maurizio Romani, vicepresidente della Commissione Igiene e Sanità a Palazzo Madama, che a inizio febbraio ha presentato come primo firmatario una mozione  che impegna il Governo, nel caso della indisponibilità di Gilead a ridurre i prezzi dei suoi farmaci,  a ricorrere alla clausola dell’emergenza nazionale per motivi di salute pubblica, aggirando il divieto legato alla protezione brevettuale e producendo in Italia i farmaci necessari.
Per Romani, esistono già tutte le condizioni per esercitare la clausola prevista dagli articoli 30 e 31 degli accordi Trips (Trade related aspects of intellectual property rights, aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuali), per cui gli Stati hanno la facoltà di esercitare la “licenza obbligatoria”, o meglio licenza d’uso, secondo cui alla luce di un abuso di potere del brevetto da parte della società che ne detiene la titolarità, determinato da un mancato accordo a causa dell’imposizione di prezzi irragionevoli per le licenze, e in presenza di un’emergenza sanitaria, è possibile attivare una licenza (non esclusiva e per un ragionevole periodo di tempo) a favore del Paese richiedente, purché non vi sia uno sfruttamento del brevetto non conforme al suo reale utilizzo e purché venga garantito un equo compenso, tenuto conto del valore economico dell’autorizzazione rilasciata della società detentrice del brevetto.
Sostiene il senatore Idv, aggiungendo cheGli estremi per far scattare la procedura esistono e sono fondati, ne va della salute di migliaia di pazienti che mai dovrebbero dover ricorrere a viaggi della speranza per farmaci meno cari, e, non da ultimo, ne va della dignità della nostra Costituzione, del suo articolo 32, per fortuna esiste una gerarchia dei diritti universalmente riconosciuti; a fronte del legittimo diritto di privativa, c’è quello umano alla salute e all’accesso alle cure che deve avere la precedenza”.
Per Romani, la presa di posizione del DG Aifa è un evento importante, così come la convergenza di giudizi positivi che ha suscitato: “Ora mi auguro che la mia mozione, firmata anche da rappresentanti della maggioranza, sia discussa e approvata in tempi brevissimi” conclude il vicepresidente della 12a Commissione del Senato.

#Aifa #Farmaco #EpatiteC
autore / Luca Lippi
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