Giornata Mondiale Sla, le ultime novità dell'anno dalla ricerca

21 giugno 2017 ore 12:47, Stefano Ursi
Il 21 giugno è la giornata mondiale della Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica) promossa dall'International Alliance of ALS/MND Associations, ente creato nel 1992 per coordinare a livello internazionale le varie organizzazioni nazionali, compresa l'Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica (Aisla). La giornata vede lo slogan 'Brindisi ad un mondo libero dalla Sla'. Ed è uno studio italiano, realizzato dai ricercatori del Campus Bio-Medico di Roma e pubblicato su Brain Stimulation. Lo racconta Repubblica, su sui si legge che lo studio è stato portato avanti da un team di neurologi che si sono dedicati da tempo alle tecniche di stimolazione cerebrale per rallentare la Sla; ma non più esterna bensì interna, tramite, si legge, due elettrodi di 4 centimetri, direttamente puntati sul cervello, e in particolare nelle aree deputate al movimento.

Giornata Mondiale Sla, le ultime novità dell'anno dalla ricerca
A sperimentare il metodo, si legge, un medico che nel 2004 aveva manifestato i primi sintomi della malattia e che oggi, nonostante la malattia apparisse molto aggressiva, è ancora vivo nonostante collegato ad un ventilatore. "Una sopravvivenza inusuale per una malattia che era sembrata subito molto aggressiva – spiega Vincenzo Di Lazzaro, direttore della Neurologia del Campus Bio-Medico – e che ci lascia sperare che questa possa essere una strada per rallentarne il decorso. Occorre ovviamente una sperimentazione su un numero più elevato di pazienti perché una sola osservazione ha un valore limitato. E in ogni caso è bene precisare che non parliamo di cura, perché una cura per la Sla ancora non esiste. Ma di rallentamento, che potrebbe consentire di guadagnare anche anni. E nonostante sia più invasiva, la strada della stimolazione intracranica è più vantaggiosa". Un altro passo in avanti nella comprensione della malattia, sebbene spiegano gli autori si tratti di studi preliminari.

Intanto nell'Aprile scorso, nuova importante scoperta scientifica per le persone malate di Sla: la svolta sarebbe in una proteina i cui livelli elevati corrisponderebbero ad una più rapida progressione della malattia. Sono i risultati di una ricerca del Centro clinico NeMo di Milano, condotta in collaborazione con la Città della Salute di Torino, il Centro Cresla dell'ospedale Molinette, il Centro regionale esperto per la Sla. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Jama Neurology. I ricercatori hanno individuato che esiste una relazione fra alte concentrazioni di proteina C-reattiva, il processo infiammatorio in corso nell'organismo e l'aggressività della Sla nei diversi pazienti. Questa proteina potrà diventare, secondo gli esperti, un valido strumento per predire precocemente la prognosi della malattiache colpisce in Italia oltre seimila persone.

"Questa proteina - spiegano gli scienziati - è normalmente prodotta dal fegato e dal grasso corporeo. Nella fase più acuta di alcune patologie, nei processi infiammatori e dopo gli interventi chirurgici è prodotta in misura superiore al normale, raggiungendo così una maggiore concentrazione nel sangue". L'aumento di questa sostanza nel sangue avviene solitamente quando l'organismo è sottoposto a forti stress. A supporto di questa ipotesi, gli scienziati hanno analizzato i dati della storia clinica di gruppi differenti di pazienti in fase iniziale e privi di evidenze di processi infiammatori in altri distretti, provenienti da Lombardia e Piemonte, e hanno osservato che ad alti livelli di proteina C-reattiva corrisponde un quadro clinico più grave secondo la Als Functional Rating Scale Revised, scala di misurazione usata a livello internazionale. È stato inoltre rilevato che la sopravvivenza alla malattia in questi pazienti era più breve.

#sla #globalday #cervello #studi

autore / Stefano Ursi
caricamento in corso...
caricamento in corso...