Vaccini, Lorenzin non molla e rilancia: "Obbligo e numero non si discutono"

21 giugno 2017 ore 21:29, Americo Mascarucci
Indietro non si torna, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin taglia corto ed esclude che possano esserci ripensamenti sull'obbligarietà dei 12 vaccini previsti per l'iscrizione dei bambini a scuola. Il Ministro quindi non indietreggia nè davanti alle proteste dei genitori che sempre più numerosi scendono nelle piazze, nè di fronte a quelle forze politiche come il Movimento 5Stelle che sono pronte a dare battaglia in Parlamento. E nemmeno a chi come il Governatore del Veneto Zaia è pronto a sollevare il caso alla Corte Costituzionale. 
"Sull'obbligatorietà dei vaccini non c'è alcuno spazio di manovra. Sono aperta a modifiche migliorative al decreto, ma questo punto non è in discussione". Le parole della Lorenzin, sono giunte al termine della riunione della commissione Salute del Senato che ha concluso la discussione generale sul provvedimento.
Vaccini, Lorenzin non molla e rilancia: 'Obbligo e numero non si discutono'

IL NUMERO DEI VACCINI - Le polemiche maggiori sono rivolte al numero dei vaccini giudicato sproporzionato, dodici sono troppi secondo genitori e medici anti-vax. Ma anche su questo punto Lorenzin è sembrata categorica: "L'elenco dei vaccini è stato stilato dalle autorità scientifiche, sulla base di motivazioni scientifiche e quindi può essere modificato solo con valutazioni di tipo scientifico e non politico. Il tema non è il numero dei vaccini (presto la Francia ne avrà undici), perché quello viene deciso in base al contesto epidemiologico di ogni singolo Paese".
Dunque l'Italia è in emergenza? Questo si evincerebbe dalle parole del Ministro e in considerazione del fatto che obbligare 12 vaccini sembra più una misura straordinaria che ordinaria. Ad ogni modo nessun passo indietro da parte del Governo. L'unica concessione sembra rivolta a possibile modifiche per ciò che riguarda il regime sanzionatorio, ossia le misure previste per i genitori che non faranno vaccinare i figli o i dirigenti scolastici che iscriveranno comunque agli asili, bimbi non in regola con le vaccinazioni. Concessioni che certamente non basteranno agli anti-vax decisi a dare battaglia su un provvedimento giudicato coercitivo.
Contro l'obbligatorietà dei vaccini si è espresso il Governatore del Veneto Luca Zaia che ha annunciato di sollevare il caso davanti alla Consulta per rivendicare il diritto delle Regioni di non imporre obblighi. Posizione quella di Zaia che parte dai dati del Veneto dove i livelli delle vaccinazioni sarebbero alti anche senza obblighi. Ma Lorenzin va avanti forte anche del giudizio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che, pur avendo evidenziato come per il Morbillo l'Italia non abbia fatto abbastanza per fermare l'epidemia, ha comunque manifestato plauso per il Decreto governativo. 

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