Una tazza di tè dimezza il rischio di demenza, ma attenti alla quantità

21 marzo 2017 ore 11:36, Andrea De Angelis
"Basta un poco di zucchero e la pillola va giù", cantava Mary Poppins. Oggi potremmo modificare quelle parole sostituendo allo zucchero (le cui proprietà a volte risultano essere addirittura pericolose) il tè. Una bevanda, certo, le cui proprietà benefiche sono sempre più conosciute. Scoperta dai buddisti e tanto amata dai cinesi, divenne poi la "bevanda dei ricchi", consumata soprattutto alle cinque del pomeriggio nei salotti buoni delle principali città europee. Insomma, un percorso lungo e variegato che ha portato oggi il tè a diventare un elemento prezioso in ogni cucina delle nostre case. Al punto che adesso una ricerca svela come il suo consumo possa aiutare anche a combattere la demenza senile.

Una tazza di tè dimezza il rischio di demenza, ma attenti alla quantità
COMBATTE LA DEMENZA SENILE
Non stiamo parlando certo di pozioni magiche, neanche di alternative alla medicina tradizionale. Insomma, non vogliamo qui illudere nessuno, ma solo riportare dei risultati che lasciano ben sperare sulla possibilità che il tè possa contribuire a ridurre i casi di demenza senile. Ad osservare la marcata riduzione dei casi di demenza tra i consumatori abituali di tè è un nuovo studio dell'università di Singapore condotto da Feng Lei. Il team di ricercatori ha seguito la salute di 957 individui dai 55 anni in sù per sette anni dividendoli in due gruppi: i portatori della variante genica ed i non-portatori. Il risultato è stato sorprendente, soprattutto per quanto riguarda la portata in percentuale dei benefici registrati.

BENEFICI PER IL 50%
Tutto sarebbe dovuto all'azione delle catechine e dei flavonoidi presenti nelle foglie di tè. Si tratta di sostanze antinfiammatorie che proteggono il cervello, un vero e proprio toccasana dunque per quanto riguarda il disagio della demenza senile. Proteggersi con una sola tazza di tè al giorno è dunque possibile? Sembra di sì, il che non equivale a scongiurare il rischio. Si tratta di un aiuto in più che sicuramente non va sottovalutato, visto che i risultati prodotti a Singapore dicono che il rischio di demenza senile si riduce del 50% per coloro che consumano quotidianamente una sola tazza di tè. 

I TANTI COLORI DEL TE'
Ma quanti sono i tipi di tè e quali le sue proprietà benefiche? Non basta certo un articolo per elencare tutto questo. Proviamo allora in sintesi a dirne alcune. Dalle proprietà antiossidanti in grado di contrastare la diffusione dei radicali liberi, ai flavonoidi, presenti sia nel tè verde sia in quello nero, ottimi per la prevenzione delle cardiopatie ischemiche. Alcuni studi hanno poi sottolineato come il tè sia d'aiuto per chi vuole smettere di fumare e anche per coloro i quali sono impegnati a ridurre il loro peso corporeo. Inoltre, particolare non di poco conto, ricordiamo che le zero calorie del tè lo rendono un ottimo alleato per tutte le diete. Senza abusarne, è evidente. 
Infine i suoi tanti colori. Anche qui si potrebbe scrivere un trattato sui vari tipi disponibili, ma limitiamoci a ricordarne alcune "tonalità" partendo dal nero, amato da chi preferisce i piaceri forti, o il verde, di moda ultimamente, ma forse non tra i migliori in circolazione. Vi è poi quello rosso, usato come moneta dai nomadi nell'antichità in Oriente e ancora il giallo, la cui lavorazione è molto simile al verde. Insomma, senza dimenticare il bianco sappiate che non potrete non trovare il "colore" che fa per voi. 

OCCHIO ALLA QUANTITA'
Abusare di tè è comunque un rischio, in molti pongono come limite quello delle cinque tazze al giorno, ma è evidente che molto dipende dal tipo di bevanda. Le bustine, infatti, risultano più leggere. Detto questo, al di là del numero di tazze occhio a non consumarne troppo. Basta un poco di buonsenso. Il tè in polvere come il matcha, che viene aggiunto all’acqua, ha un contenuto in sostanze attive maggiore rispetto al tè che si prepara con le bustine. Quali i rischi? Il fegato innanzitutto, ma anche ossa e cuore. Un eccessivo consumo di teina può infatti risultare rischioso per chi ha problemi al cuore, così come una eccessiva quantità di sostanze fitochimiche attive può danneggiare irreversibilmente il fegato.

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