Il dramma di Sulami: resa come bambù da malattia choc

22 gennaio 2017 ore 14:01, Adriano Scianca
La chiamano “la donna di legno”. Sulami, una indonesiana di 35 anni, ha infatti una rara malattia (la spondilite anchilosante) che le impedisce di muoversi e piegarsi. Un corpo rigido, incapace di svolgere le più banali mansioni quotidiane, che a prima vista sembrerebbe quello di una persona morta. Nel corso degli anni, il suo corpo si è totalmente irrigidito a causa di una sorta di fusione delle articolazioni che ha portato gradualmente la schiena a un totale irrigidimento. 

Il dramma di Sulami: resa come bambù da malattia choc

La sua malattia, detta anche della “spina di bambù”, è una patologia reumatica sistemica, cronica e autoimmune che solo nei casi più gravi provoca appunto uno scenario simile a quello di Sulami. Nella stragrande maggioranza dei casi le persone affette da questa malattia rimangono completamente indipendenti e magari c’è un miglioramento nel tempo. Il caso di Sulami è differente. La 35enne ha assistito a un graduale peggioramento delle proprie condizioni, fino a divenire dipendente in tutto e per tutto a causa di un irrigidimento che non permette più il minimo movimento. 

La spondilite anchilosante, anche nota come morbo di Bechterew, è una forma di artrite autoimmune e genetica che fa parte delle malattie reumatiche infiammatorie croniche e autoimmuni. La patologia sarebbe scatenata anche da stimoli ambientali e si presume che possibili cause scatenanti siano per esempio la Klebsiella pneumoniae e il mycoplasma. Nelle cartilagini articolari in sostanza si verifica una infiltrazione di macrofagi e altre sostanze del sistema immunitario che provocano l'infiammazione dell'articolazione: questa, se non curata, dà vita a un tessuto che si cicatrizza e si irrigidisce, formando dei ponti ossei tra le articolazioni, impossibilitate a muoversi liberamente. Esistono dei farmaci che alleviano i sintomi dolorosi, anche se nel tempo le possibili ripercussioni di questa condizione possono essere molte: fratture vertebrali, infezioni polmonari e malattie cardiovascolari e renali.
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