Iter vaccini, nel decreto resta l’obbligo ma in arrivo alcune modifiche

22 giugno 2017 ore 11:04, intelligo
Il decreto vaccini, in discussione nella commissione Sanità del Senato, non cambierà nei suoi aspetti fondamentali, ma sono in arrivo tre modifiche su aspetti specifici. In particolare, ci si accinge, sulla base di accordi raggiunti tra il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il Partito democratico, a cambiamenti riguardanti multe, patria potestà e verifiche. A riportare l’indiscrezione è “La Stampa” in un articolo firmato da Roberto Giovannini. Ieri,dopo essere stata ascoltata dalla commissione Sanità di Palazzo Madama, Lorenzin aveva difeso l’impianto della legge, sottolineando tra l’altro che “il tema non è il numero dei vaccini
Iter vaccini, nel decreto resta l’obbligo ma in arrivo alcune modifiche
(presto la Francia ne avrà undici), perché quello viene deciso in base al contesto epidemiologico di ogni singolo Paese”. Per Lorenzin. “sull’obbligatorietà non c’è proprio nessuno spazio” di modifica. Di più, il ministro non aveva detto. Ma non aveva neppur escluso che su altri aspetti – evidentemente già sotto la lente della maggioranza – il testo potesse cambiare per andare incontro alle critiche emerse4 sul fronte politico (Movimento 5 Stelle in particolare) ma anche in ambienti della comunità scientifica, oltre che da associazioni di cittadini.

LE MODIFICHE NEL DETTAGLIO – Le novità in arrivo riguardano “una riduzione molto significativa della multa per gli inadempienti, la sostanziale eliminazione (a parte casi eccezionali) della sanzione della perdita della patria potestà, e l’introduzione di un meccanismo di verifica periodica per dire quali sono le vaccinazioni da effettuare obbligatoriamente, e quali invece possono essere evitate”. In base agli accordi in via di formalizzazione tra il ministro e il Pd, “sarà cancellata dal decreto la norma che consente ai Tribunali dei minori il ritiro della patria potestà per i genitori che si rifiutino di vaccinare i propri figli. Sicuramente verrà ridotta in modo drastico la sanzione per i genitori inadempienti dei minori di 16 anni, attualmente variabile dai 500 ai 7.500 euro”. Infine, per quanto riguarda il numero di vaccini obbligatori, “la soluzione tecnica ancora non è stata definita, ma l’idea – riporta La Stampa - è quella di partire con le attuali 12 vaccinazioni obbligate. Poi, periodicamente, ogni due o tre anni, sulla base delle risultanze e dei dati epidemiologici, il ministero potrà stabilire se per una o più patologie si sia raggiunta la copertura vaccinale desiderata, e che dunque si possa definire quella vaccinazione non più obbligatoria”. Una linea vista in termini favorevoli da Federico Gelli, medico, deputato e responsabile sanità del Pd: “Correzioni sono possibili, e noi siamo disponibili - spiega l’importante è che non sia la politica, ma la scienza a decidere quali vaccini servono e quali no”.

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autore / intelligo
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