Tumore al rene, 7mila diagnosi all'anno per caso: il quiz interattivo

22 giugno 2017 ore 17:08, Luca Lippi
Si celebra oggi la prima Giornata Mondiale contro il tumore del rene, promossa dall’International Kidney Cancer Coalition (Ikcc), rete internazionale e indipendente di associazioni di pazienti provenienti da tutto il mondo, ne rappresenta circa 30 in oltre 20 Paesi. L’anno scorso 11.400 nuovi casi di tumore al rene in Italia, 338 mila in tutto il mondo. L’allarme non è la malattia che se presa in tempo è ormai curabile, piuttosto il fatto che troppi individui ignorano (o valutano con superficialità) i principali fattori di rischio quali fumo, obesità e ipertensione. Un nuovo opuscolo dell’associazione AIMaC (Associazione Italiana Malati di Cancro) offre spunti e consigli per sensibilizzare a una corretta prevenzione e indicazioni sulle tutele socio-assistenziali per i pazienti.
Il 60% delle nove diagnosi sono di tumore al rene e sono tutte casuali (6840 persone). La possibilità di curare la malattia (colta nella sua fase iniziale) è ormai superiore al 50%. Quindi è fondamentale migliorare la consapevolezza ed è lo scopo della giornata odierna dedicata al tumore al rene.

Le nuove diagnosi - Nel 2016, in Italia, sono stati registrati 11.400 nuovi casi. In tutto il mondo, ogni anno, se ne stimano circa 338mila (925 ogni giorno, uno ogni 90 secondi). Nonostante si preveda un aumento delle diagnosi del 22%, entro il 2020, ancora oggi le cause di questa malattia restano in gran parte sconosciute.
Tumore al rene, 7mila diagnosi all'anno per caso: il quiz interattivo
 
Fattori di rischio -  Il fumo di sigaretta aumenta del 54% le probabilità di sviluppare la malattia fra gli uomini e del 22% fra le donne (F.te Associazione Italiana di Oncologia Medica). Un ruolo particolare è attribuito al sovrappeso, a cui va ricondotto il 25% delle diagnosi. Un dato preoccupante se consideriamo che il 45% degli italiani over 18 è in eccesso di peso.

La terapia per il tumore al rene- la chemioterapia e la radioterapia si sono dimostrate, storicamente, poco efficaci (Michele Gallucci, Direttore dell’Urologia all’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma). L’intervento chirurgico, conservativo quando possibile, è spesso la sola arma necessaria per raggiungere la guarigione. Un tempo la nefrectomia totale, cioè l’asportazione totale del rene, era un intervento indispensabile, oggi è programmato in casi particolari. Infatti è dimostrato che la chirurgia robotica mini invasiva permette di preservare la maggior quota di rene ‘sano’ senza differenze nelle possibilità di guarigione rispetto all’asportazione totale dell’organo.

Chi vince sul male - La sopravvivenza a 5 anni in Italia è pari al 71% (70% uomini e 72% donne), statisticamente più elevata della media europea (60,6%) e del Nord Europa (55,8%). Va considerato che circa un quarto dei pazienti, anche se operati in maniera radicale, va incontro a recidiva. Per le persone con neoplasia in fase metastatica, i farmaci a bersaglio molecolare hanno permesso di allungare la sopravvivenza di oltre 2 anni. Tali terapie sono caratterizzate da un comune denominatore: svolgono un’azione ‘anti-angiogenica’, hanno cioè la capacità di inibire la formazione di nuovi vasi sanguigni. Nel 2016 lo scenario terapeutico europeo si è arricchito di nuove molecole con meccanismi d’azione diversi. Da un lato l’immunoterapia e dall’altro i nuovi inibitori tirosin-chinasici fra i quali il cabozantinib, che ha evidenziato miglioramenti clinicamente significativi in uno studio di fase 3 nei parametri di efficacia più importanti: sopravvivenza globale, progressione libera da malattia e tasso di risposta obiettiva.

Opuscolo e quiz - La pubblicazione fa parte della Collana del Girasole e può essere scaricadal sito dell’Associazione Italiana Malati di Cancro . Una delle iniziative chiave organizzate dall’Ikcc in occasione della Giornata è il quiz interattivo (Q&A day) composto da 7 domande e disponibile online. Per ogni quiz completato saranno donati 5 euro alla ricerca: l’iniziativa, per avere la maggior visibilità possibile, vuole raggiungere la massima condivisione sui canali social.

La campagna social - Aiom e Favo realizzeranno nei prossimi mesi una campagna di sensibilizzazione sul tumore del rene che spazierà dalla prevenzione all’assistenza ai pazienti e familiari, con una forte ricaduta sui social network. Per raggiungere la popolazione generale saranno organizzati anche incontri nei centri anziani di dieci città dove gli oncologi medici si recheranno per tenere lezioni di prevenzione e informazione.

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autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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