Cancro alla prostata, nuovo test del PSA che "rivoluziona la prevenzione"

22 luglio 2017 ore 14:08, Andrea Barcariol
Un nuovo test sul Psa che consenta diagnosi più accurate e meno falsi positivi. E' stato messo a punto con una tecnica brevettata dall’Istituto Superiore di Sanità e svolto in collaborazione con l’Unità di Neuroimmunologia dell’Irccs Santa Lucia e con il Dipartimento di scienze urologiche del Policlinico Umberto I di Roma. Permetterà di distinguere il cancro della prostata da tutte le altre condizioni, compresa l’iperplasia prostatica benigna.
 
Cancro alla prostata, nuovo test del PSA che 'rivoluziona la prevenzione'
“Si tratta di uno studio particolarmente importante perché l’attuale esame (Psa sierica), per diagnosticare questo cancro dà un alto numero di falsi positivi in tutto il mondo – ha speigato Stefano Fais del Dipartimento di Oncologia e medicina molecolare dell’Istituto Superiore di Sanità – e questo comporta una serie di problemi sia nelle reazioni dei pazienti sia nei costi per le analisi successive richieste da un’indagine con esito positivo, mentre la determinazione dei livelli plasmatici di exosomi esprimenti Psa potrebbe consentire dia diagnosticare con precisione e più precocemente questo cancro in modo da consentire studi di screening sulla popolazione maschile a livello globale”.
I risultati dello studio sono stati pubblicati sull’ultimo numero di Cancer Letters  “Se questi risultati venissero confermati – ha sottolineato Alessandro Sciarra, Ordinario di Urologia del Policlinico Umberto I – sarebbe per noi, sul piano clinico una vera rivoluzione, perché ci metterebbe a disposizione uno strumento molto efficace nella prevenzione secondaria del cancro alla prostata”.
 Il cancro alla prostata, infatti, è una patologia inizialmente silente. E' molto difficile stabilirne la presenza , in quanto non vi sono segni di allarme visibili. Questi sono i segni che non dobbiamo assolutamente sottovalutare: 1. un notevole bruciore durante la minzione, 2. frequente minzione durante la notte, 3. sangue nelle urine, 4. difficoltà nella minzione, 5. un debole flusso urinario, 6. incapacità di urinare stando in piedi, 7. sensazione di bruciore durante l’eiaculazione, 8. presenza di sangue nel liquido seminale.

STUDIO
Uno studio dell'Università di Oxford, pubblicato su BMC Medicine, mette il focus su alcuni aspetti legati al cancro alla prostata. Il team ha esaminato le associazioni di altezza e obesità con il cancro alla prostata e ha scoperto che gli uomini più alti e gli uomini con più grasso sono a maggiore rischio di cancro alla prostata più aggressivo e di morte per cancro alla prostata. I ricercatori, guidati da Aurora Perez-Cornago, hanno analizzato i dati contenuti in un grande studio europeo (Epic - European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) su circa 142mila uomini di otto Paesi (Danimarca, Italia, Olanda, Spagna, Svezia, Regno Unito, Germania e Grecia). I risultati dello studio hanno mostrato – si legge in una nota dell'ateneo – un rischio di morte superiore del 18% per cancro alla prostata e un rischio di cancro aggressivo del 13%, per ogni incremento di 10 cm della circonferenza della vita. La ricerca ha anche scoperto che mentre l'altezza non era associata al rischio complessivo di cancro alla prostata, il rischio di malattia più aggressiva è aumentato del 21% e il rischio di morte per cancro alla prostata è aumentato del 17% ogni 10 cm di altezza in più.

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