Celiachia-mania: milioni di malati immaginari, con esenzione solo 180mila

22 maggio 2017 ore 18:35, Andrea Barcariol
Sei milioni di italiani consumano cibi per celiaci senza essere intolleranti. È una moda, anche piuttosto sciocca. I motivi che la classificano fra gli atteggiamenti insulsi di parte della popolazione che si affida al ‘fai da te’ e magari informandosi superficialmente sul Web senza considerare i pericoli che possono seguire, sono diversi.
Prima di tutto c’è uno spreco per l’acquisto di 105 milioni di euro l’anno per l’acquisto di prodotti che in realtà non sono necessari. A dirlo è l’AIC (Associazione Italiana Celiachia) nel lanciare la “Settimana Nazionale della Celiachia” che torna per il terzo anno, dal 13 al 21 maggio. L’Aic vuole informare e sensibilizzare su una patologia seria che nel nostro Paese interesserebbe circa 600 mila persone, ma in realtà appena 190 mila diagnosticate. Fondamentale arginare un fenomeno in continua crescita come quello quello di pensare che mangiare come un celiaco sia più salutare, cercando di far capire che, chi non ha problemi con il glutine, non deve assolutamente escluderlo dalla propria dieta.
Celiachia-mania: milioni di malati immaginari, con esenzione solo 180mila
Uno studio di ricercatori americani condotto su oltre 22mila persone seguite per il National Health and Nutrition Examination Survey dal 2009 al 2014, ha infatti accertato che la percentuale di pazienti celiaci nella popolazione non sta affatto aumentando. 
Per le 22mila persone sottoposte ad un test per la celiachia, la prevalenza della malattia è rimasta stabile attorno allo 0,7%.
Ciò nonostante il numero di persone che hanno scelto una dieta gluten-free senza soffrire di celiachia è aumentato dallo 0,5% del 2009-2010 all'1,7 per cento del 2013-2014, Più che triplicato nell'arco di appena cinque anni.
Non sono cifre iperboliche, ma si sa, la madre dello stolto è sempre in cinta!
Ha dichiarato l'autore dello studio, Hyun-seok Kim della Rutgers Medical School del New Jersey: "Le due tendenze potrebbero essere in qualche modo legate, un elevato consumo di glutine è infatti un fattore di rischio noto per lo sviluppo di celiachia, perciò il calo dei consumi potrebbe aver portato al raggiungimento di una sorta di plateau di casi". 
Negli Stati Uniti negli ultimi anni la percentuale di persone che utilizzano una dieta senza glutine è salita dallo 0,52% all’1,69%. Un incremento non sostenuto da un aumento della popolazione colpita da malattie autoimmuni, salita nel frattempo dallo 0,6 allo 0,8 % degli americani. 
Ci sono quindi molte persone sane che decidono arbitrariamente di mangiare cibi gluten free. 
La causa sarebbe nella convinzione molto radicata ma infondata che il glutine faccia ingrassare. Per chi non ha particolari problemi, il glutine invece non soltanto non è dannoso ma potrebbe rivelarsi una proteina benefica capace di saziare e apportare elementi nutritivi importanti. 
Il glutine cos’è e dove si trova: il glutine è una sostanza proteica presente non solo in diversi tipi di cereali (come il grano, la segale, l’orzo, il kamut), ma impiegata anche dalle industrie alimentari per legare insieme gli ingredienti; potremmo, quindi, trovarla anche in alimenti di cui non sospetteremmo, come sughi, zuppe pronte o cioccolato.
Si tratta di una proteina non fondamentale per l’organismo per cui la sua eliminazione non comporta particolari squilibri dal punto di vista nutrizionale, mentre risulta più importante far attenzione all’assunzione di una giusta quantità di fibre di cui i vari tipi di cereali sono una notevole fonte.
Tuttavia, la recente tendenza a prevenire i possibili rischi di insorgenza di celiachia, con diete fai-da-te che eliminano il glutine, potrebbe comportare ripercussioni sulla salute.
Il glutine fa male alla salute? I rischi della dieta senza glutine per chi non è celiaco sono stati ultimamente messi in luce da alcune ricerche e studi, che evidenziano come il sistema immunitario e la salute batterica dell’organismo possano risultare compromessi da questo tipo di alimentazione quando non è necessaria. Secondo medici e nutrizionisti si tratterebbe, quindi, di una pessima abitudine alimentare, diffusasi nei Paesi occidentali per motivi essenzialmente dietetici.
I nutrizionisti, infatti, pensano che la dieta senza glutine per non celiaci, provochi delle carenze nutrizionali e dei rischi per la salute, specialmente in età pediatrica (ribadito da uno studio pubblicato sul Jourmal of Pediatrics), e un aumento dell’ apporto di grassi e calorie. Alcune ricerche poi hanno evidenziato come rinunciare al glutine non faccia neppure dimagrire.
Nelle persone sane, una completa eliminazione del glutine comporta nel tempo che l’organismo non ‘riconosca’ più il glutine e lo consideri un nemico, scatenando reazioni avverse anche gravi quando si riprova a mangiare.
In conclussione, prima di prendere decisioni senza avere adeguato supporto cognitivo, è sempre consigliabile consultare il proprio medico.

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