Come e perché il navigatore "disinnesca" una parte del nostro cervello

22 marzo 2017 ore 23:59, Orietta Giorgio
Il cervello, si sa, è un muscolo e come tale ha bisogno di essere allenato per rimanere in forma
Sono molti gli esercizi  adatti ad evitare che il cervello diventi pigro, alcuni sono molto semplici da fare e si potrebbero considerare come sane abitudini quotidiane da recuperare (o da perdere): sarebbe importante guardare poco la tvimparare ogni giorno qualcosa di nuovo, fare esercizi aritmetici, rompicapi, parole crociate e sudoku.  

Come e perché il navigatore 'disinnesca' una parte del nostro cervello
 

La tecnologia, quindi, non sempre aiuta, anzi. Uno studio condotto da Hugo Spiers della University College di Londra, pubblicato sulla rivista Nature Communications, ha dimostrato come usare il navigatore "dissinesca" le zone del cervello responsabili della ricerca di percorsi alternativi. 

I ricercatori hanno monitorato l’attività cerebrale dei 24 volontari mentre erano alla guida della propria auto in uno dei quartieri più affollati di Londra

Ciò che si è evidenziato è chiaro: l’ippocampo e la loro corteccia cerebrale dei volontari che avevano smesso di utilizzando il navigatore, hanno aumentato la propria attività, mentre le persone che stavano utilizzando il navigatore avevano l'attività di ippocampo e della corteccia frontale praticamente “nulla”.

Hugo Spiers, leader del gruppo di ricerca ha spiegato: "Questi risultati confermano studi precedenti secondo cui l'ippocampo aiuta a immaginare e simulare possibili percorsi futuri, mentre la corteccia prefrontale aiuta a pianificare quali di questi percorsi possono portare a destinazione. Ma quando abbiamo a disposizione una tecnologia che ci dice in quale strada dobbiamo andare, queste parti del cervello semplicemente non rispondono alla rete stradale. In un certo senso, è come se nel nostro cervello si spegnesse l'interesse verso il percorso che stiamo seguendo".

Il team ha anche studiato le reti stradali delle principali città del mondo: Londra sembra essere una sfida per l'ippocampo a causa della sua rete fitta di strade. La mente, invece, è meno sollecitata se ci si trova a  guidare a Manhattan, la cui rete stradale ha una struttura molto più semplice.

Spiers ha spiegato: "Il nostro obiettivo è arrivare a progettare spazi in cui sia più semplice muoversi, tenendo contro del modo in cui il cervello può reagire in base alla struttura stessa della città e degli edifici. Per esempio, relativamente a luoghi come ospedali o case di cura, potremmo identificare aree in cui sia più semplice muoversi per persone affette da demenza".

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