Avvelenamento da colchico d'autunno, come riconoscere il vero zafferano

22 settembre 2017 ore 10:08, Americo Mascarucci
Come riconoscere lo zafferano di qualità distinguendolo da quello falso? E' la domanda che in molti si stanno ponendo dopo il caso della famiglia di Modena che il 13 settembre è finita in pronto soccorso per un avvelenamento da colchicina, raccolta nei boschi di San Clemente, frazione di Monterenzio (Bo) e consumata in un risotto la sera prima. Eppure secondo quanto riferito all'Adnkrons dal professor Mauro Serafini docente di Botanica Farmaceutica alla Sapienza di Roma non è molto difficile riconoscere lo zafferano velenoso: ""Innanzitutto è molto difficile trovare lo zafferano in alta montagna - spiega- nel Nord Italia non cresce quasi mai. Il fiore dello zafferano presenta tre stami, o stimmi, mentre il colchico autunnale ne ha 6. La fioritura di quest'ultimo è da agosto a settembre, mentre lo zafferano fiorisce verso la fine di ottobre-prima metà di novembre".
Avvelenamento da colchico d'autunno, come riconoscere il vero zafferano

IL FALSO ZAFFERANO
Il Colchico d'autunno (nome scientifico Colchicum autumnale - L., 1753) o falso zafferano, è una piccola pianta erbacea autunnale, velenosa, dai vistosi fiori color rosa-violetto appartenente alla famiglia delle Colchicaceae.
Il genere Colchicum si compone di circa 60 specie soprattutto del Vecchio Mondo, mezza dozzina delle quali vivono spontaneamente in Italia. La famiglia delle Colchicaceae è poco numerosa e comprende 19 generi con circa 225 specie.
La classificazione tassonomica del genere di questa scheda è in via di definizione in quanto fino a poco tempo fa apparteneva alla famigliadelle Liliaceae (secondo la classificazione ormai classica di Cronquist), mentre ora con i nuovi sistemi di classificazione filogenetica (classificazione APG) è stata assegnata alla famiglia delle Colchicaceae. In testi ancor meno aggiornati si può trovare, come famiglia, la nomenclatura Cigliaceae.

ZAFFERANO DI QUALITA'
Quando si dicide di acquistare dell'ottimo zafferano sempre meglio seguire alcuni consigli utili per evitare di incorrere in prodotti di scarsa qualità.  Intanto è bene diffidare dello zafferano venduto a basso prezzo e ancora di più di quello che colora i piatti con troppa velocità. Potrebbe essere contraffatto. Più la colorazione rossastra è intensa, coadiuvata da un profumo intenso, più siete sicuri della bontà del prodotto. Due volte su tre lo zafferano è in tutto o in parte contraffatto, non essendo obbligatorio in Italia indicare l'origine di provenienza .
Al posto dello zafferano in stigmi invece si possono commercializzare altre piante erbacee simili come il cartamo (chiamato non a caso zafferanone), la curcuma (detta zafferano delle Indie) o addirittura il colchico, una pianta velonosa, aggiungendo al danno economico quello alla salute. Lo zafferano (quello vero) è ricchissimo di molecole antiossidanti e anticancerogene ed è usato nella medicina antica islamica e greca.
Se si lo si acquista in fili, per riconoscere lo zafferano di buona qualità bisogna osservare gli stimmi: essi devono essere lunghi almeno 1 centimetro e mezzo e di colore rosso porpora; se premuti devono spezzarsi, se si flettono significa che lo zafferano non è stato essiccato bene. Lo zafferano si conserva in barattoli di vetro ermetici, lontano da luce e fonti di calore. Se si ha modo di raccoglierlo fresco prima di metterlo nei barattoli è necessario fare essiccare gli stimmi in forno a temperatura moderata.

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