Malattie rare, la ricerca dei nuovi farmaci passa per geni e Fondazione Golgi

23 gennaio 2017 ore 12:36, Americo Mascarucci
La #Fondazione Golgi riparte dalle #malattie rare.
Nata nel dicembre 1987 da un felice incontro tra il mondo medico – scientifico – universitario, e la realtà imprenditoriale – professionale bresciana, la Fondazione ha per scopo statutario la promozione della ricerca medico – biologica e gli scambi scientifici nell’ambito materno – infantile.
In questi anni la Fondazione ha assegnato più di 80 borse di studio, ha dotato l’Ospedale Civile di importanti attrezzature, ha costituito tre centri di ricerca, ha promosso dibattiti scientifici di alto profilo e indetto conferenze pubbliche suscitando grande interesse in città.
La decisione ora di impegnarsi nel campo delle malattie rare la spiega il presidente Enrico Agabiti Rosei
"Il nostro obiettivo - spiega - è proprio quello di ampliare gli orizzonti della Fondazione che, pur rimanendo ancorata all’area materno - infantile, si apre anche a temi di grande attualità quali sono quello delle malattie rare e delle malattie croniche e degenerative, legate al progressivo invecchiamento della popolazione. Un programma ambizioso, che apre a nuovi orizzonti tenendo ben presenti i motivi fondati della realtà bresciana".
Malattie rare, la ricerca dei nuovi farmaci passa per geni e Fondazione Golgi

Il Presidente spiega ancora:
"Continueremo a supportare la ricerca, con borse di studio assegnate sulla base di specifici progetti: per quest’anno finanziamo due ricercatori bresciani che lavorano all’Ospedale Civile, uno sulle malattie rare e l’altro sui tumori rari. Ma non trascureremo iniziative finalizzate ad educare - sia gli specialisti sia un pubblico più generalista - sull’importanza della ricerca scientifica sia nella nostra città sia in un contesto internazionale in un mondo in cui vi sono ancora molte sirene e, soprattutto, molte persone che sono attratte dal loro fascino".
Nel merito delle malattie rare, Agabiti ha ricordato quanto il tema riguardi la ricerca e lo sforzo di individuare nuove molecole, e dunque #nuovi farmaci, per curare queste patologie che in Italia oscillano tra le sette e le ottomila persone e che hanno colpito circa due milioni di persone. 
"Le malattie rare rappresentano anche un caso paradigmatico per la ricerca traslazionale, quella che dal laboratorio viene trasferita direttamente al letto del paziente - conclude il Presidente della Golgi - Non dimentichiamo che in questo ambito sono coinvolti aspetti sociali di grande interesse e che negli ultimi anni hanno destato nuove sensibilità".

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