Morbillo, il nodo vaccini e l'Italia maglia nera in Europa

23 marzo 2017 ore 17:15, Luca Lippi
Parlare di Morbillo come epidemia nel 2017 è veramente un paradosso. Il papà e la mamma di un piccolo di 6 mesi che ha contratto il morbillo, d'accordo con i pediatri dello studio medico Galileo Galilei che lo hanno curato, hanno deciso di appendere un cartello ironico e polemico sul quale si legge: "Ringraziamo sentitamente i genitori che non vogliono vaccinare i propri figli consentendo nel dilagare di una malattia che nel 2017 sarebbe dovuta essere estinta". È successo a Falconara, in provincia di Ancon.
Padre e madre del neonato, che essendo troppo piccolo per ricevere la vaccinazione, deve essere stato contagiato da chi, potendo essere vaccinato, avrebbe sicuramente non diffuso la malattia."Qualcuno, non vaccinato, l'ha contagiato mettendo a rischio la sua vita", hanno continuato i genitori del piccolo, che hanno voluto appendere quel cartello di protesta proprio per sensibilizzare tutti sull'importanza delle vaccinazioni.

ITALIA MAGLIA NERA NELLE VACCINAZIONI
Ha spiegato Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di Sanità: “Le malattie infettive rappresentano ancora un capitolo rilevante in termini di incidenza e mortalità in Italia, basti pensare che, oltre alla tradizionale influenza, polmoniti e meningiti superano ogni anno i 200 mila decessi e le infezioni batteriche multi resistenti colpiscono ogni anno tra il 7 e il 10 per cento dei pazienti con migliaia di decessi”. 

Morbillo, il nodo vaccini e l'Italia maglia nera in Europa

Ha proseguito Ricciardi: “L’Italia è poi maglia nera per quanto riguarda le resistenze di germi come le klebsielle e altri batteri Gram negativi nei confronti di diversi antibiotici, primi tra tutti i carbapenemi”. Poi aggiunge: “L’avanzata delle infezioni, è favorita dalla flessione delle coperture che si registra in Europa e in Italia per quasi tutte le vaccinazioni, alcune delle quali sono scese sotto la soglia di sicurezza fissata al 95%, mettendo a rischio?la cosiddetta ‘immunità di gregge’, che protegge chi non si può vaccinare o i neonati. I dati sull’aumento dei casi morbillo in Italia ne è la dimostrazione”, sottolinea il presidente dell’Iss. 
Federico Gelli, medico igienista e membro della XII Commissione “Affari Sociali” della camera dei Deputati  auspica “da medico e da cittadino, che come ci siamo battuti negli anni per l’obbligo del diritto allo studio arriveremo anche all’obbligo delle vaccinazioni. Non si può ragionare in sanità in termini egoistici, la vaccinazione è la strada verso l’eradicazione di alcune malattie”.

LA NOTA DEL GOVERNO SULL’ARGOMENTO
Si legge in una nota del Governo: “Dal mese di gennaio 2017 è stato registrato un preoccupante aumento del numero di casi di morbillo in Italia. A fronte degli 844 casi di morbillo segnalati nel 2016, dall’inizio dell’anno sono già stati registrati più di 700 casi, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui si erano verificati 220 casi, di oltre il 230%”.
A fronte di soli 69 casi totali nel gennaio 2016, si registrano 238 casi nello stesso mese del 2017. 
In Sicilia, in particolare, l’aumento ha inciso con rapporto 1:4 e la percentuale di conferma è passata dallo zero al 100% in soli 12 mesi.
Commenta Salvatore Bonforte, medico specializzato in pediatria: Per noi pediatri è una battaglia continua per cercare di persuadere decine di genitori a far vaccinare i propri figli ed è una conquista riuscire a convincerli che sia la strada più giusta da seguire. Il livello di copertura vaccinale nella provincia di Catania si aggira tra il 70 e il 77% e la causa risiede nella sfiducia della gente nei confronti della vaccinazione”.
La causa risiederebbe nella presunta correlazione tra vaccini e autismo, sollevata per la prima volta dal dott. Andrew Wakefield il quale, in un articolo della nota rivista britannica The Lancet, sostenne che il vaccino trivalente (quello in cui rientrano morbillo, parotite e rosolia ndr) potesse provocare autismo. Fortunatamente lo studio venne ben presto smentito dal General Medical Council britannico con conseguente radiazione del medico anglosassone dall’Ordine professionale.
L’Organizzazione mondiale della Sanità si è espressa in maniera chiara: “I dati epidemiologici disponibili mostrano che non c’è evidenza di una connessione tra il vaccino contro morbillo-parotite-rosolia e i disordini dello spettro autistico. Precedenti studi che indicano una connessione causale sono risultati seriamente viziati da errori. Non c’è nemmeno un’evidenza che suggerisca come gli altri vaccini dell’infanzia aumentino il rischio dei disordini dello spettro autistico. Inoltre, studi di revisione commissionati dall’Oms hanno concluso che non c’è associazione tra l’uso di conservanti nei vaccini e i disordini dello spettro autistico”.

IL MORBILLO
E’ tra quelle che si definiscono malattie di ritorno, una volta cancellate si abbassa la guardia ed ecco riapparire lo spettro. Tra le malattie che covano sotto la cenere c’è la pertosse. 
Ha dichiarato Gianni Rezza infettivologo dell’Istituto Superiore di Sanità: “Nei paesi come il Regno Unito il problema è così sentito che c’è un programma di vaccinazione delle mamme”
Spiega Rocco Russo, della Società Italiana di Pediatria:  “La vaccinazione per la pertosse in Italia è compresa nella somministrazione esavalente per la fascia pediatrica fino ai 12 mesi nei richiami è prevalentemente in combinazione con difterite e tetano”. Anche la varicella sta rialzando la testa, idem dicasi dell’epatite; e del virus Hpv, il papilloma umano.

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autore / Luca Lippi
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