Tumori, studio su 32 tipi: perché gli errori del Dna sono la causa decisiva

24 marzo 2017 ore 9:28, Andrea Barcariol
Non più solo eredità e ambiente, ma mutazioni casuali dovute a errori nella replicazione del Dna. Queste le tre cause dei tumori. E' quanto dimostrano i dati epidemiologici raccolti su 32 forme di tumore in 69 Paesi, pubblicati sulla rivista Science e presentati in una conferenza stampa a Washington. Li ha raccolti il gruppo coordinato dall'italiano Cristian Tomasetti, da 15 anni negli Stati Uniti e che lavora nell'università Johns Hopkins. Il gruppo di ricerca è lo stesso che nel 2015 aveva segnalato per la prima volta il ruolo del caso nella comparsa dei tumori, ma quei primi risultati erano stati accusati di non essere completi (mancavano ad esempio i dati sui tumori di seno e pr. "Adesso abbiamo incluso questi dati e abbiamo basato la nostra analisi sui dati relativi a 69 Paesi, che comprendono la maggior parte popolazione mondiale", ha detto all'ANSA Tomasetti.

Tumori, studio su 32 tipi: perché gli errori del Dna sono la causa decisiva
Le percentuali variano a seconda dei 32 tipi di tumori analizzati e non solo negli Usa ma ovunque nel mondo. Guardando ai 32 tipi di cancro si stima, in media, che il 66% delle mutazioni cancerogene provengono da errori di replicazione, il 29% si può attribuire all'ambiente o stile di vita e un 5% all'ereditarietà. Quindi due terzi delle mutazioni nei tumori analizzati dipendono da errori random (casuali) nella replicazione del Dna. Secondo i due autori dello studio, visti i dati, questo è un aspetto davvero sottovalutato. "I risultati che abbiamo ottenuto sono essenzialmente gli stessi - ha sottolineato Tomasetti e "continuano a suggerire che esiste una correlazione importante fra numero divisioni di cellule staminali in un organo e rischio di cancro". La prevenzione secondaria è fondamentale e quindi occorre avere strumenti per individuare prima possibile il cancro al suo apparire. Senza sottovalutare l'importanza della prevenzione primaria e di combattere le giuste battaglie su fumo, obesità, dieta, cancerogeni e stili di vita.

ITALIA
Per la prima volta diminuiscono in Italia i decessi per tumore: 1.134 morti in meno registrate nel 2013 (176.217) rispetto al 2012 (177.351). Un risultato che, a detta degli esperti, è stato raggiunto anche grazie a una maggiore prevenzione e adesione alle campagne di screening. A rendere noti i numeri rassicuranti sul calo dei morti per cancro è l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) con un convegno ospitato presso il Ministero della Salute.

STIME
Secondo le recenti stime nel 2016, in Italia, sarebbero stati diagnosticati 365.800 nuovi casi di tumore, di cui 189.600 (il 54%) negli uomini e 176.200 (il 46%) nelle donne. Circa mille persone in Italia ogni giorno riceverebbero una nuova diagnosi di tumore. Il tumore più frequente in Italia risulta quelli del colon-retto (con circa 53mila nuove diagnosi stimate per il 2016) seguito dal tumore della mammella (circa 50mila nuovi casi). Seguono il tumore del polmone (oltre 41mila), della prostata (35mila) e della vescica (26.600).

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