Spermatozoi "occidentali" dimezzati: i fattori killer della fertilità

26 luglio 2017 ore 17:51, Andrea Barcariol
In forte calo la fertilità maschile nel corso degli ultimi 40 anni tra gli uomini occidentali. E' quanto emerge da una ricerca pubblicata dalla rivista Human Reproduction Update e condotta presso la Hebrew University-Hadassah Braun School of Public Health and Community Medicine a Gerusalemme. Il risultato è frutto di una meta-analisi su 185 studi dedicati al tema. I ricercatori che l’hanno condotta hanno spiegato che, se la conta degli spermatozoi continuasse a crollare ai ritmi attuali, in un lontano futuro la razza umana potrebbe persino scomparire dalla faccia della Terra.

Spermatozoi 'occidentali' dimezzati: i fattori killer della fertilità
A salvare il pianeta in un ipotetico futuro potrebbero essere Sud America, Asia e Africa dove non c’è stato un calo della fertilità maschile, anche se gli studi riguardanti queste aree del pianeta sono numericamente inferiori rispetto a quelli fatti in Occidente. I colpevoli? Stress, fumo, obesità e agenti inquinanti. Lo studio, condotto su vasta scala, ha analizzato le caratteristiche e la concentrazione del seme maschile prendendo in considerazione dei dati dagli anni ’70 al 2011. Dai risultati, è emerso un calo del 52,4% della concentrazione dello sperma (cioè gli spermatozoi per unità di volume) e di quasi il 60% della conta totale spermatica (che sarebbe la concentrazione degli spermatozoi nel volume totale). «I risultati sono abbastanza scioccanti» ha commentato Hagai Levine, epidemiologo e autore principale dello studio. Dopotutto, segnalano un aumento dei maschi sterili o sub-fertili nel mondo occidentale ed è per questo che, continua l’esperto, i dati «devono essere un urgente allarme per le autorità sanitarie e i ricercatori di tutto il mondo per individuare le cause di questo ripido declino, onde attuare misure preventive».
Secondo Daniel Brison, biologo dell’Università inglese di Manchester, i risultati dello studio hanno grosse implicazioni non solo sul tema della fertilità, bensì anche sulla salute maschile e su quella della popolazione in generale. «Bisognerà capire se l’impatto del calo della fertilità andrà a ricadere anche sulle nuove generazioni, attraverso mutazioni genetiche di qualche genere - scrive Brison - o altri meccanismi che si attivano a livello di sperma». Tra le cause accertate di infertilità maschile c’è anche la sempre maggior diffusione del virus Hpv (Papillomavirus), che si trasmette attraverso i rapporti sessuali e contro il quale esiste un vaccino (in Italia gratuito per gli 11enni, sia maschi che femmine).

LA SITUAZIONE IN ITALIA:
•    Su 10 coppie il 20% circa (1 su 5 ) ha difficoltà a procreare per vie naturali
•    20 anni fa la percentuale era circa la metà
•    Circa 40% delle cause di infertilità riguardano prevalentemente la componente femminile, l’altro 40% riguarda la componente maschile ed un 20% invece è di natura mista.
•    Negli ultimi 30 anni l’età media al concepimento in ambo i sessi è aumentata di quasi 10 anni, sia per l’uomo sia per la donna.
•    Nei primi 10 anni di vita le patologie maschili che più danneggiano la fertilità sono il criptorchidismo (ritenzione testicolare), le orchiti e la torsione del funicolo spermatico.

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