Senza sonno il cervello divora se stesso: se cronico, cellule ''cannibali''

26 maggio 2017 ore 12:53, Stefano Ursi
Dormire troppo poco può indurre il cervello a ''mangiare'' se stesso, o meglio a divorare connessioni e circuiti. A mettere il focus su questo meccanismo è uno studio italiano, condotto da Michele Bellesi dell'Università Politecnica delle Marche, realizzato presso il laboratorio di Chiara Cirelli all'University of Wisconsin e pubblicato sul Journal of Neuroscience. Dopo non aver dormito o aver dormito pochissimo, spiega lo studio, le cellule incaricate di eliminare i residui cellulari e tutto ciò che non serve più si attivano in maniera prepotente; lo studio ha visto l'analisi di tre diverse condizioni di sonno-veglia negli animali: dormire liberamente, veglia più lunga di otto ore rispetto al consueto e mancanza di riposo per cinque giorni consecutivi.

Senza sonno il cervello divora se stesso: se cronico, cellule ''cannibali''
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Sotto osservazione le cellule gliali, che sono considerate le cellule componenti il sistema di ''pulizia'' del cervello e in particolar modo gli astrociti e sulle cellule microgliali, che hanno il compito di eliminare le sinapsi ormai non più utili e le cellule danneggiate. Queste due cellule, spiega lo studio, si sono rivelate molto più attive ne topi in mancanza cronica di sonno. Ed è proprio qui che si appunta l'importanza di capire il funzionamento del meccanismo, perché Bellesi spiega che ''un’attivazione microgliale sostenuta è stata osservata nella malattia di Alzheimer e in altre forme di neurodegenerazione''. ''Porzioni di sinapsi vengono letteralmente mangiate dagli astrociti a causa della perdita di sonno'', dice e così si apre un altro fronte nella comprensione delle funzionalità e delle modalità con cui il sonno, e la mancanza di sonno in questo caso, influiscano sulla possibile insorgenza o esposizione a dinamiche neurodegenerative.

Del resto, nell'Aprile scorso, uno studio della Rockefeller University pubblicato sulla rivista Cell tornava a puntare l'attenzione sugli effetti del mancato sonno: la privazione del sonno, spiega lo studio, ha effetti biologici anche gravi: sbalzi di umore, irritazioni agli occhi, perfino allucinazioni. Altri effetti potenzialmente gravissimi dell’insonnia riguardano il cuore. Dormire poco può portare a sbalzi di pressione anormali che aumentano il rischio di patologie cardiovascolari, come pressione alta e vari problemi cardiaci. Effetti possono verificarsi anche sul metabolismo dei carboidrati e sulle funzioni dell’apparato endocrino con due conseguenze drastiche: si diventa vecchi prima del tempo e si ha una difesa immunitaria meno forte. Se la barriera della difesa immunitaria si allenta si diventa, così, facile preda di molte malattie.

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autore / Stefano Ursi
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