Influenza già violenta, 262 virus e 80mila italiani a letto con la febbre

26 settembre 2017 ore 12:41, Micaela Del Monte
La stagione delle influenze è praticamente iniziata. I nasi cominciano a gocciolare e qualche starnuto già scappa fuori mentre meno ce lo aspettiamo. La febbre però ha colpito come un treno già più di 80mila italiani. Un po' in anticipo forse, ma con i sintomi di sempre: raffreddore, febbre e problemi intestinali. 

Influenza già violenta, 262 virus e 80mila italiani a letto con la febbre
CAUSE INFLUENZA ANTICIPATA
Il primo calo delle temperature infatti ha causato non pochi problemi alla salute degli italiani che hanno reagito nel peggiore dei modi al cambio di stagione, motivo per cui si è visto palesarsi così repentinamente i primi sintomi dell'influenza che questa stagione si prevede metterà a letto 4/5 milioni di persone. Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università di Milano, ha spiegato all'Agi il perché di questa "violenta" casistica:

"Sono già tanti i casi - sottolinea - e le previsioni sono in crescita. Questi virus, 262 tipi, non prosperano con il freddo prolungato, a differenza di quelli influenzali, ma con gli sbalzi di temperatura, propri di questa stagione. Per questo molti italiani rimangono sorpresi da questa sorta di influenza anticipata, ma è un fenomeno anch'esso stagionale e prevedibile".

SINTOMI
I sintomi sono più o meno i soliti: infezioni alla vie respiratorie, con tosse e mal di gola, febbre, mal di testa e dolori alla articolazioni. Tutte cose che la passata stagione hanno fatto passare in media sei giorni a letto a chi è stato colpito all'influenza. Ma che ogni anno, secondo stime dell'Iss, provocano la morte di ottomila persone, soprattutto anziani, per le complicazioni, come polmonite e broncopolmonite, insorte dopo aver contratto il virus.

I DATI DEL 2016
Quest’anno saranno 4-5 milioni le persone costrette a letto a causa dell’influenza e altri 8-10 milioni saranno colpiti dai virus parainfluenzali. Gli esperti, come scrive La Stampa, prevedono una stagione influenzale del tutto comparabile a quella dell’anno scorso quando i casi furono 5 milioni 421 mila. Ricordiamoci tuttavia che il 2016 è stato l'anno nero dell'influenza con "ventimila anziani morti in più". 

I dati dell'Istituto superiore di sanità spiegava che si era vaccinato meno di un ultra 65enne su due e i decessi erano aumentati del 15% rispetto alle attese. Il record a inizio gennaio: +42%. Anche se dalle anagrafi non si può conoscere il motivo dei decessi, l'Istituto superiore di sanità era convinto che quelli inattesi abbiano in gran parte avuto a che fare con l'influenza, anche perché i gli incrementi e le diminuzioni delle morti rispetto a quelle attese seguono la curva di incidenza della malattia stagionale: "Il virus A/H3N2 è stato particolarmente virulento e di contro abbiamo avuto una bassa copertura vaccinale negli anziani", dichiaravano dall'Istituto superiore di sanità. Dunque i soggetti più fragili e deboli di difese immunitarie, hanno rischiato anche di morire e comunque hanno avuto diversi problemi in seguito al virus influenzale. L'anno scorso 5,5 milioni di persone sono rimaste a letto, sotto un’incidenza di almeno 93 casistiche ogni mille abitanti.

VACCINI IN AUMENTO
Gli italiani – probabilmente in seguito all’obbligo vaccinale per i bambini – sembrano anche aver maturato una maggior consapevolezza sull’utilità dei vaccini, come asserisce Pregliasco: "per fortuna noto che dopo una disaffezione per il vaccino antinfluenzale, parallela a quella per gli altri vaccini, ultimamente i dati sono in miglioramento, una volta tanto sono numeri incoraggianti". Tra le persone che dovrebbero fare il vaccino, il virologo ricorda i gruppi più a rischio: anziani, soggetti immunodepressi, bambini piccoli e chi presenta problemi cronici respiratori. Questa fascia di popolazione, infatti, ha maggiori probabilità di incappare in complicazioni gravi che in rari casi possono rilevarsi fatali.

Il vaccino è opportuno, ai fini di interrompere la catena di trasmissione, per alcune categorie di persone:
-Personale sanitario di assistenza
-Familiari di soggetti ad alto rischio
-Addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo: insegnanti delle scuole dell'infanzia e dell'obbligo, addetti alle poste, dipendenti della pubblica amministrazione e della difesa, forze di polizia, volontari dei servizi sanitari di emergenza, personale di assistenza nelle case di riposo.

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