Dormire almeno 8 ore allunga vita e salute: le malattie che si evitano

26 settembre 2017 ore 15:47, Andrea Barcariol
E' una delle "epidemie" del XXI secolo: la privazione del sonno. E' quanto sostiene uno studioso, il prof. Matthew Walker, direttore del Center for Human Sleep all’Università di Berkeley in California, ora autore di “Why we sleep” (Perché dormiamo). L’esperto, in una lunga intervista apparsa sul The Guardian, ha raccontato i risultati di anni di studi racchiusi poi nel suo libro.

Dormire almeno 8 ore allunga vita e salute: le malattie che si evitano
Walker sostiene che siamo alle prese con una "catastrofica epidemia di perdita di sonno" le cui conseguenze sono molto gravi. Insonnia e un riposo non sufficiente, infatti, stanno aumentando il rischio di cancro, malattie cardiovascolari e Alzheimer. Ogni aspetto della nostra vita biologica viene intaccato e condizionato dal riposo notturno”, sostiene lo studioso.  “E purtroppo nessuno fa abbastanza per cambiare le cose”. La perdita di sonno costa all’economia britannica 30 miliardi di sterline l’anno, pari al 2% del pil, calcola Walker, e considerate le dimensioni del Regno Unito si possono fare stime simili per altri paesi europei come l’Italia, la Francia, la Germania. La cura è semplicissima: basta dormire di più.
 
DATI
Nel 1942, meno dell’8% della popolazione, in Europa e Stati Uniti, sopravviveva con 6 ore di sonno o meno a notte. Nel 2017, una persona su due dorme 6 ore o meno di 6 ore per notte: il 50%. Lavoro straordinario, trasporti più lunghi per lavoratori pendolari, intrattenimento moltiplicato, ansia, depressione, alcol e caffeina, sono tutte cause della trasformazione, secondo gli esperti. “Tutti nemici del sonno”, scrive Walker. E poi ce n’è un altro: “Nella società occidentale odierna, ci si vergogna a dire che si dorme molto. Dormire poco viene considerato un distintivo di onore, qualcosa di cui vantarsi. E’ imbarazzante ammettere in pubblico che si dormono otto ore per notte. Si fa la figura del pigro, per non dire dell’anormale”. Un grave errore secondo l'esperto che spiega i motivi: “Prendo il mio sonno incredibilmente sul serio perché ho visto le cose come stanno. Una volta che si sa che dopo una sola notte di 4 o 5ore di sonno, le cellule naturali killer, quelle che attaccano le cellule tumorali che appaiono nel tuo corpo ogni giorno, diminuiscono del 70%, o che una mancanza di sonno è legata al cancro dell'intestino, alla prostata e al seno, o addirittura che l'OMS ha classificato qualsiasi forma di lavoro a turni notturni come un possibile cancerogeno, come potresti fare altrimenti?".

Dormire almeno 8 ore allunga vita e salute: le malattie che si evitano
RICERCHE

Più di 20 studi epidemiologici su larga scala sono arrivati alle stesse conclusioni: più breve è il sonno, più breve è la tua vita. Per fare un solo esempio, gli adulti di età superiore ai 45 anni che dormono meno di sei ore a notte hanno una probabilità maggiore del 200% di avere un infarto o ictus durante la loro vita, rispetto a quelli che dormono sette o otto ore a notte. La mancanza di sonno ostacola tra l’altro il controllo degli zuccheri nel sangue da parte del corpo e a lungo andare si diventa maggiormente sensibili all’aumento di peso.
Una recente ricerca coordinata da studiosi della Scuola di Medicina dell'Università di Washington (Saint Louis) ha ipotizzato che dormire poco potrebbe aumentare il rischio di Alzheimer a causa di un consistente aumento dei livelli delle proteine cerebrali associate alla demenza.
I ricercatori hanno condotto un esperimento su 17 persone sane tra i 35 e i 65 anni che non avevano né disturbi del sonno né disfunzioni cognitive. I partecipanti hanno indossato un braccialetto hi-tech per monitorare le ore di sonno nell’arco di due settimane. Dopo sono stati invitati a trascorrere una notte in laboratorio, dove hanno riposato per l’abituale numero di ore. A distanza di un mese, sono stati richiamati a dormire nuovamente in laboratorio, ma indossando delle cuffie che periodicamente emettevano suoni per disturbare la fase di sonno profondo e favorire il passaggio ad un sonno più leggero. Il giorno successivo alle due notti passate in laboratorio, i volontari sono stati sottoposti ad una puntura lombare per prelevare un piccolo campione del liquido che protegge il sistema nervoso centrale (liquor cerebrospinale), in modo da analizzare i livelli delle proteine tau e amiloide che solitamente si accumulano e si aggregano in maniera anomala nei malati di Alzheimer. Secondo i ricercatori pochi giorni di sonno interrotto non rappresentano un reale pericolo, poiché i livelli di queste proteine tendono a riequilibrarsi naturalmente, tuttavia nelle persone di mezza età che dormono poco cronicamente esse potrebbero accumularsi, aumentando di conseguenza il rischio di deficit cognitivi e la possibilità di sviluppare il morbo di Alzheimer durante la terza età.

EFFETTI "COLLATERALI"
Ci sono però anche studi che evidenziano effetti "collaterali" del dormire troppo: ad esempio fare brutti sogni. E' quanto è emerso da una ricerca dell’Università di Oxford sui brutti sogni che sfata alcuni falsi miti. L’équipe di scienziati ha anche evidenziato "una maggiore frequenza di incubi nelle persone che dormono più di 9 ore al giorno". Questo perché le ore di riposo aumentano le fasi Rem, il periodo durante il quale generalmente sogniamo.

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