Effetti della luce sul sonno, una proteina come ''sveglia'' naturale

27 giugno 2017 ore 23:59, Stefano Ursi
Si sa molto su come la luce influenza i ritmi circadiani, mentre poco si conosce sugli effetti diretti della luce sul sonno: perché tendiamo a rimanere svegli nel bel mezzo della notte se ci sono le luci accese? Perché l'oscurità ci rende sonnolenti? I ricercatori del California Institute of Technology (Caltech), pressp il laboratorio del professore di biologia David Prober, dicono di aver scoperto almeno una parte della risposta: una proteina specifica nel cervello che risponde alla luce e all'oscurità, per impostare il giusto equilibrio tra sonno e veglia.

Effetti della luce sul sonno, una proteina come ''sveglia'' naturale
Lo studio è pubblicato in un paper sulla rivista Neuron. "I ricercatori – spiega Prober in una nota dell'ateneo – hanno precedentemente identificato i fotorecettori negli occhi che sono necessari per l'effetto diretto della luce sulla veglia e sul sonno. Ma volevamo sapere come il cervello usa queste informazioni visive per influenzare il sonno". Il laboratorio ha usato lo zebrafish, un pesce, come modello per studiare il sonno. Questi animali sono otticamente trasparenti, consentendo immagini non invasive dei loro neuroni e hanno anche un modello di sonno/risveglio diurno come quello degli esseri umani. Per studiare come il loro sonno risponde alla luce, Wendy Chen, del laboratorio di Prober, ha condotto studi che esaminano una particolare proteina nel cervello dello zebrafish chiamata prokineticin 2 (Prok2).

Chen ha geneticamente progettato lo zebrafish per la sovraespressione della proteina Prok2 e ha scoperto che, contrariamente ai normali zebrafish, questi animali avevano più probabilità di addormentarsi durante il giorno e svegliarsi di notte. Sorprendentemente gli effetti non dipendevano dal normale ciclo sonno/risveglio circadiano dei pesci modificati, ma dipendevano solo dal fatto che le luci fossero accese o spente nel loro ambiente. Queste osservazioni, spiegano i ricercatori, suggeriscono che un eccesso di Prok2 sopprime sia il solito effetto di risveglio della luce, che l'effetto sedativo dell'oscurità. "I risultati del nostro studio – spiegano i ricercatori – suggeriscono che i livelli di Prok2 svolgano un ruolo fondamentale nell'impostazione del giusto equilibrio tra sonno e veglia sia durante il giorno che la notte".

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autore / Stefano Ursi
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