Allergie, 4 mln di esami per 2 mln di malati: test sarà a pagamento

27 marzo 2017 ore 8:14, Adriano Scianca
Insieme ai nuovi Livelli essenziali di assistenza arriva anche una stretta sugli “allergici immaginari”. Un paziente su quattro di quelli che si sottopongono a test per le allergie, infatti, non ha alcuna patologia. Orak, però, la musica cambia. I nuovi Lea, da poco pubblicati in Gazzetta Ufficiale, prescrivono che l'accertamento delle allergie spetti ora al medico specialistico e non più al medico di famiglia. 

Allergie, 4 mln di esami per 2 mln di malati: test sarà a pagamento

LA PSICOSI DEGLI ESAMI
Spiega la Società italiana di allergologia (Siaaic): “Un esercito di circa 20 milioni di italiani, presunti allergici, a torto o a ragione spende centinaia di euro in test che non sono validati scientificamente e che hanno la stessa attendibilità del lancio di una monetina”. Ogni anno, stima la Siaaic, sarebbero tra i 3 e i 4 milioni gli esami inutili. Eppure i veri allergici, secondo gli esperti, non sarebbero che 2 milioni. Con i test si dilapidano quindi circa 300 milioni di euro l’anno. Secondo i dati riportati recentemente dall’ultimo Congresso nazionale AIITO - Associazione degli Allergologi e Immunologi Territoriali e Ospedalieri Italiani - che si sta tenendo in questi giorni a Reggio Calabria, presso il Palazzo del Consiglio Regionale, solo il 20% degli italiani soffre di patologie allergiche (di questa percentuale il 25% sono riniti allergiche, mentre il 5% allergie alimentari) ma nonostante ciò, a dichiarare di soffrirne sono quasi la metà degli italiani. A sottoporsi più spesso ai controlli sono i soggetti compresi nella fascia d’età tra i 40 e i 50 anni, e tra questi la percentuale più alta si riscontra tra le donne. 

I FANTA-TEST
Gli allergologi mettono in guardia dai test più fantasiosi: quello del capello, della forza, il pulse test che valuta la variazione dei battiti del polso a contatto con l’alimento sospetto o il vega test, un elettrodo da impugnare e che, con la variazione del voltaggio, indicherebbe se si è allergici a questo o a quell’altro. Ma anche per i test che hanno maggiore validità scientifica c'è un abuso. Va detto che  l’indicazione per il ministero “non è assolutamente vincolante, né tantomeno i nuovi Lea rendono obbligatoria la visita specialistica”, sulla quale si pagherebbe il ticket. Il nomenclatore dei Lea specifica comunque che per rientrare nei criteri di appropriatezza prescrittiva i test devono essere indicati dall’allergologo. In caso contrario, come già spesso avviene per le prescrizioni giudicate inappropriate, i funzionari regionali potranno sempre e comunque richiamare i medici di famiglia all’ordine e sanzionarli. 
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