Salute online, il medico è Google. Boom di ricerche per diagnosi ma con rischi

27 marzo 2017 ore 12:12, Americo Mascarucci
Il medico? Non serve più. Meglio cercare le cure e le risposte ad ogni malattia su Google. Incredibile ma vero, Cresce sempre di più il numero di utenti che si rivolgono al web per ricevere notizie e informazioni in campo medico e Google è sicuramente la primaria fonte di informazione. Si piò trovare di tutto, da come curare una banalissima influenza a patologie molto più serie. Al primo malessere non si chiama più il dottore ma si corre sui internet cliccando nel motore di ricerca il sintomo che si è avvertito per vedere a quali fattori può essere correlato. E poi se tutto ciò non bastasse, ci si affretta pure a correre in farmacia per acquistare i farmaci consigliati sul web. Ma Google spesso e volentieri è utile anche agli stessi medici. 

L'INDAGINE
CittadinanzaAttiva ha rilevato:
"L'assiduità nell'utilizzo di Internet, quando si parla di salute, varia molto in base all'età: più frequente la ricerca online fra i 24-34enni, rispetto ai 45-54enni e soprattutto nel confronto con gli over 65. Inoltre, i laureati sono molto più propensi a ricorrere alle ricerche sul web in tema salute: il 96% contro il 24,5% tra coloro che hanno conseguito una semplice licenza elementare. Con l'età, poi, varia anche il grado di diffidenza rispetto ai risultati che compaiono sul motore di ricerca. Se in media il 44% degli italiani si affida senza troppi dubbi ai primi riscontri di Google, tale abitudine risulta più frequente nella fascia di popolazione più giovane (in cui la quota sale al 55%) e meno diffusa nel caso degli ultra 65enni (solo il 22,7%).
Salute online, il medico è Google. Boom di ricerche per diagnosi ma con rischi

RISCHI
Attenzione però, perché al di là della serietà e veridicità delle informazioni mediche che appaiono in rete, potrebbe essere rischioso fidarsi ciecamente di internet diffidando del medico, soprattutto perché non è detto che il sintomo da noi percepito possa poi essere effettivamente correlato alla patologia che pensiamo di aver scoperto. Di conseguenza curarsi con la metodoligia o i farmaci non appropriati potrebbe rivelarsi molto rischioso.
Un'esplorazione superficiale del web a fini di automedicazione rischia di esagerare o aggravare la condizione di salute di coloro che decidono di fare a meno del medico. Così un semplice mal di testa sfocia in una patologia incurabile. Sempre più spesso, questi ipocondriaci della rete soffrono della cosiddetta cyberchondria, una sorte di sindrome da malato immaginario in versione tecnologica, che colpisce quelle persone che vanno a cercare su Internet informazioni mediche per i più disparati motivi: per piacere, necessità, studio, curiosità.  

CONSIGLI UTILI
Ecco 10 consigli utili per orientarsi correttamente sul Web duffusa da MeteoWeb
1) Le fonti prima dei contenuti – Verificare le fonti, creare un vademecum su fonti affidabili (istituzionali e società scientifiche?)
2) Il dottor Google non è laureato in medicina – L’autorevolezza non sta al primo posto del motore di ricerca.
3) Blog e forum: belle storie, poca scienza – Molto emotivi ma poca oggettività. Occorre fare attenzione.
4) Mai chiedere l’età, sempre chiedere la data – Vecchie notizie date per nuove. Verificare.
5) Ho cercato i miei sintomi: sto per morire – Come quando si studia medicina: si fa più attenzione agli aspetti negativi.
6) Più è facile, meno è affidabile – Attenti a suggerimenti facili e/o universali. Ogni paziente è differente.
7) Lo dice Las_Tampa! – Siti che imitano caratteri e nomi appena mutati di grandi giornali: attenti alle bufale!
8) Complottisti della salute: no grazie – Catastrofismo su farmaci e ambiente. Poca o nulla scienza.
9) Farmaci online: solo sui siti sicuri – C’è il bollino di sicurezza da andare a cercare. Solo farmaci da banco senza ricetta medica.
10) Basta: vado dal medico!
Per concludere: informarsi sul web va bene ma sempre meglio controllare la serietà delle fonti e comunque consultare in ultima istanze sempre un medico che possa comunque certificare se una determinata cura possa essere realmente efficace. 

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