Sangue artificiale con cellule "immortali", svolta per trasfusioni rare

27 marzo 2017 ore 15:08, Micaela Del Monte
Un team di ricerca britannico dell'Università di Bristol è riuscito a ottenere diversi litri di sangue artificiale sfruttando particolari cellule staminali, bloccate in una fase del ciclo vitale che gli permette di replicarsi all'infinito. Si tratta di un risultato importantissimo nel campo delle trasfusioni, poiché sino ad oggi i ricercatori non erano riusciti a produrre (in vitro) un quantitativo di globuli rossi sufficiente per essere utilizzato in tale ambito. Gli studiosi, coordinati dal professor David Anstee, direttore dell'autorevole National Institute for Health Research Blood and Transplant Reaserch Unit (NIHR), hanno raggiunto questo risultato rendendo le cellule staminali tecnicamente ‘immortali', intrappolandole in una fase iniziale dello sviluppo nel quale possono dividersi in un numero illimitato di cellule. Con le precedenti tecniche, esse riuscivano a produrre soltanto 50mila globuli rossi prima di giungere alla fine del proprio ciclo, e poiché ne servono miliardi (in un millimetro cubo di sangue ne sono presenti ben cinque milioni), per le trasfusioni i risultati erano ritenuti del tutto insoddisfacenti. 

Sangue artificiale con cellule 'immortali', svolta per trasfusioni rare
Il ‘sangue artificiale’, spiegano gli autori, può già essere prodotto a partire da staminali che però nel processo muoiono, rendendo impossibile ottenere quantità elevate. I ricercatori hanno sviluppato un processo che a partire da staminali adulte ottiene cellule eritroidi, quelle che fanno da precursore ai globuli rossi, capaci di replicarsi, e quindi ‘immortali’. Nei test di laboratorio sono stati ottenuti “litri” di globuli rossi, spiega l’autore principale alla Bbc, mentre i test di sicurezza su eventuali trasfusioni con questo ‘sangue artificiale’ inizieranno entro l’anno, con l’obiettivo di usarli per le persone, di solito immigrati, che hanno caratteristiche del sangue come la presenza o l’assenza di proteine che rendono impossibili le trasfusioni. “Il primo uso terapeutico di globuli rossi prodotti in questo modo – spiega David Anstee – sarà probabilmente per pazienti con gruppi sanguigni rari, per cui la donazione tradizionale può essere una fonte difficile”.

Tra i potenziali beneficiari vi sono anche i malati di talassemia, che possono richiedere trasfusioni multiple di sangue ben assortito, come hanno sottolineato gli stessi ricercatori. L'obiettivo è dunque la piccola scala, anche perché il NIHR ha bisogno di 1,5 milioni di unità di sangue ogni anno per soddisfare la richiesta dell'intero Regno Unito, rendendo le donazioni fondamentali in tutto il territorio nazionale. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Communications.
 
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