'Geolocalizzati' gli acufeni, cervello sempre in 'modalità attenzione'

28 agosto 2017 ore 9:49, Stefano Ursi
Uno studio dei ricercatori dell'Università dell'Illinois, pubblicato sulla rivista ''Neuroimage: Clinical'', ha permesso di scoprire dove si trovano e perché si verificano gli ''acufeni'', il disturbo che si manifesta con un fischio continuo nelle orecchie di chi ne soffre: gli acufeni, si legge, sarebbero scatenati da una modificazione di alcune reti cerebrali, le quali non permetterebbero al cervello di entrare in modalità riposo e lo manterrebbero sempre in modalità attenzione. Il disturbo, si legge su siti specializzati sul web, nel tempo diventa una vera e propria malattia che incide in maniera pesantemente negativa sulla qualità della vita di chi ne soffre.

'Geolocalizzati' gli acufeni, cervello sempre in 'modalità attenzione'
In sostanza, spiegano i ricercatori, si è riusciti tramite l'utilizzo di una risonanza magnetica funzionale a scovare la ''geolocalizzazione'' degli acufeni, che si trovano, dicono, in una regione cerebrale denominata precuneo; il quale, emerge dallo studio che ne ha esaminati alcuni di pazienti che soffrono di acufeni, risulterebbe appunto modificato in chi ne è colpito, risultando praticamente quasi sempre connesso alla modalità attenzione e quasi mai a quella riposo. Da cui l'attenzione sempre altissima sul fischio che sibila costantemente nell'orecchio, da cui, a cascata, deriva un poco e cattivo riposo per chi ne soffre, con un conseguente peggioramento della qualità della vita. Gli acufeni, si legge sul sito www.acufene.it, sono rumori fastidiosi, a volte anche intensi, che si possono percepire localizzati in uno o in entrambi gli orecchi, oppure genericamente all’interno della testa.

Gli acufeni possono esprimersi in molti modi: comunemente sono percepiti come fischi “sottili” di frequenza acuta – spiegano gli esperti del portale specializzato – altre volte come ronzii e quindi più spostati verso le frequenze gravi, in altre occasioni hanno uno suono variabile e diffuso su tutte le frequenze dell’udibile, oppure sono di tipo pulsante come il cuore o intermittente come uno scatto meccanico. E’ importante – si legge ancora – riconoscere l’origine multifattoriale dell’acufene: cioè non è solo l’orecchio responsabile; l’intero organismo svolge un ruolo di primaria importanza nella genesi del disturbo. Inoltre le cause di acufene spesso sono sfumate e differiscono da paziente a paziente; è questo il motivo – spiega il portale – per cui è impossibile una cura unica, valida per tutti i pazienti. Malfunzionamenti come problemi di articolazione cervicale o temporomandibolare o di postura, problemi odontoiatrici, squilibri ormonali, disfunzioni organiche anche a livello iniziale, aumento di ansia, ritmi di vita scorretti possono scompensare l’organismo facilitando l’insorgenza dell’acufene.

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autore / Stefano Ursi
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