L'ibernazione rivoluziona la lotta al cancro: "Protegge dai danni della radio"

28 febbraio 2017 ore 15:35, Andrea De Angelis
Il calore della vita, il gelo della morte. Queste le due associazioni naturali che fa ognuno di noi quando si parla di temperature, caldo e freddo appunto, e di vita e morte. Adesso però potrebbe non essere più così. La "primavera" della lotta al cancro potrebbe arrivare proprio dalle temperature più rigidi che mai avremmo potuto immaginare. A congelare il rischio di morire per un tumore, consentiteci il gioco di parole, potrebbe cioè essere proprio il freddo. L'abbassamento della temperatura corporea, in un parola l'ibernazione. Tutto questo è al centro di uno studio italiano che interroga la comunità scientifica internazionale e sembra poter dare nuove speranze contro quella che è stata definita, ormai da molti, la malattia del secolo. 

L'ibernazione rivoluziona la lotta al cancro: 'Protegge dai danni della radio'
RIDURRE I RISCHI DELLA RADIOTERAPIA

L'ibernazione per contrastare gli effetti della radioterapia, la migliore tecnica, attualmente in uso, per constrastare il cancro. Lo sta sperimentando un team di studiosi italiani che sta effettuando vari test, al momento solo sugli animali, per alleviare gli effetti della radioterapia, portando i corpi in una sorta di ibernazione. Gli scienziati hanno scoperto che il corpo, entrato in uno stato di torpore, viene protetto in modo significativo contro gli effetti tossici della radioterapia e si blocca la crescita del tumore. A temperature più basse, infatti, le funzioni vitali vengono ridotte al minimo ed il corpo reagisce in modo significativo contro gli effetti della radioterapia. Questa strategia permetterebbe agli oncologi di utilizzare dosi più elevate di radiazioni per uccidere le cellule tumorali senza danneggiare il paziente

DIECI ANNI DI TEMPO
Marco Durante, dell ‘Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ha dichiarato: "Se questo approccio funziona, ci saranno molti di questi pazienti con metastasi multiple che avranno una seria speranza. Sarà un passo davvero enorme in  avanti. Durante l’ibernazione, le funzioni del corpo come il cuore e la respirazione il metabolismo e l’assorbimento di ossigeno rallentano le loro funzioni. Abbiamo però bisogno di almeno dieci anni di studi e di ricerca per poter realizzare questa nuova soluzione. Intanto sappiamo che i risultati ci sono e che dobbiamo continuare in questa direzione”.

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