Influenza in calo (7,55 casi per mille), ma occhio a bambini "untori"

29 gennaio 2017 ore 15:23, Adriano Scianca
È stata dura, ma ne stiamo uscendo, anche se resta qualche pericolo. L'#influenza è in calo: dopo aver raggiunto il picco stagionale (con 9,53 casi per mille assistiti) nell’ultima settimana del 2016, il bollettino #Influnet stima nella settimana dal 16 al 22 gennaio circa 458.000 casi di influenza, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 3.428.000 casi. Il livello di incidenza in Italia attualmente è pari a 7,55 casi per mille assistiti. 

Influenza in calo (7,55 casi per mille), ma occhio a bambini 'untori'

La riapertura delle scuole ha però portato a una maggiore vulnerabilità dei più piccoli. In particolare, nei bambini al di sotto dei 5 anni l’incidenza è pari a ben 19,27 casi per mille assistiti, mentre fra quelli di 5-14 anni è di 11,38 per mille. D'altronde i bambini per quanto riguarda la circolazione del virus influenzale diventano praticamente degli "untori": i contatti ravvicinati e le ore trascorse nelle aule scolastiche facilitano la circolazione del virus. Poi, una volta a casa, trasmettono il virus influenzale anche ai genitori e questi ultimi continuano la propagazione dell'influenza. 

Negli adulti e negli anziani l’incidenza è invece in diminuzione. In tutte le regioni italiane è comunque in corso il periodo epidemico. Inoltre in Piemonte, in Val d’Aosta, nella Provincia autonoma di Trento, nelle Marche, nel Lazio, in Basilicata e in Sardegna si osserva un’incidenza pari o superiore a 10 casi per mille assistiti. A risultare più a rischio, a causa delle complicazioni che possono derivare dall'influenza sono sempre le solite categorie a rischio: gli anziani sopra i 65 anni, i bambini, le donne incinte e chi soffre di patologie croniche quali ad esempio malattie cardiovascolari, obesità e diabete.
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