Omeopatia, l'ultima mania alternativa funziona: limiti e utilizzo corretto

29 maggio 2017 ore 13:48, Micaela Del Monte
C'è un bambino di 7 anni che muore per un otite "curata" con l'omeopatia e il medico che lo seguiva e i genitori sono sotto inchiesta per omicidio colposo. Questo non è il primo caso, né in Italia né nel resto del mondo. Ma cos'è l'omeopatia? E come funziona? E può essere questa medicina alternativa considerata sostitutiva? 

COS'E' L'OMEOPATIA? - E’ una medicina olistica, che intende l’essere umano come un’unica realtà indivisibile, composta da psiche e corpo. Proprio per questo, la malattia non è altro che il risultato di uno squilibrio generale della persona: ogni patologia infatti coinvolge l’individuo nella sua totalità, come testimoniano i sintomi psichici, che comunemente accompagnano le sofferenze fisiche. L’omeopatia nasce agli inizi del XIX secolo con il medico tedesco Samuel Hahnemann (Meissen 1755 – Parigi 1843).

La legge di similitudine è il principio fondamentale su cui si basa l’omeopatia e si articola così: ‘Ogni malattia può essere guarita utilizzando a piccole dosi quella sostanza che, somministrata ripetutamente in un individuo sano, è in grado di provocare sintomi simili a quelli da curare’. Letteralmente dal latino, ‘Similia similibus curantur’, ovvero ‘Il simile cura il simile’. L’omeopatia è definita una medicina naturale, che si serve di sostanze provenienti dai tre grandi regni della natura: animale, vegetale e minerale.

Omeopatia, l'ultima mania alternativa funziona: limiti e utilizzo corretto
La definizione di omeopatia è anche quella di medicina dolce: Hahnemann è stato il medico che ha sperimentato per primo la possibilità di sciogliere una sola goccia di tintura madre di un estratto vegetale in una sostanza diluente, attraverso diluizioni infinitesimali, ottenendo una dose di farmaco piccolissima eppure efficace e soprattutto non nociva per l’organismo. Hahnemann constatò che più diminuiva le dosi che somministrava ai pazienti, più la guarigione arrivava in fretta, in maniera ‘dolce’. In corso di cura con l’omeopatia, il paziente attraversa anche una fase in cui c’è un a concreta intensificazione dei sintomi, ma si tratta di un passaggio temporaneo: dietro l’iniziale peggioramento del quadro clinico si nasconde anche il segno di una prossima guarigione.

Sul sito del ministero della Salute si legge: ‘Si definisce medicinale omeopatico, ogni medicinale ottenuto a partire da sostanze denominate materiali di partenza per preparazioni omeopatiche o ceppi omeopatici. Si tratta di un concetto privo di fondamento scientifico e la medicina ufficiale non ne accetta l’applicazione pratica. I medicinali omeopatici sono infatti riconoscibili perché riportano sulla confezione esterna la definizione: -medicinale omeopatico- seguita dalla frase -senza indicazioni terapeutiche approvate-. Ciò significa che nessuna valutazione dell’efficacia del prodotto è stata effettuata dall’autorità competente’.

MEDICINA ALTERNATIVA O DI SUPPORTO? - Spesso costituisce un'alternativa alla terapia convenzionale, a volte si tratta di un complemento ad altri approcci, a volte non è indicata, come qualsiasi altro specifico metodo medico. Nella maggior parte dei casi l'omeopatia non è una medicina alternativa, ma di supporto. I medicinali omeopatici vengono infatti utilizzati da dottori in associazione alle medicine tradizionali. Un intervento omeopatico riuscirebbe quindi a migliorare le condizioni generali del paziente anche in caso di assunzione cronica di farmaci.

L’omeopatia si differenzia dalla medicina tradizionale anche per la natura dei rimedi. I rimedi omeopatici nella pratica utilizzano prodotti vegetali (piante, parti di piante, escrezioni di esse), prodotti animali (animali interi, parti di animali, escrezioni di esse) e minerali. L'azione dell'omeopatia è più simile all'azione di un vaccino che a quella di un antibiotico. Con la medicina omeopatica si somministrano sostanze simili all'agente che produce quel tipo di malattia. In questo modo si stimola una reazione immunitaria adeguata che va a rinforzare le difese dell'organismo favorendo la guarigione o prevenendo la patologia.

DISTURBI PSICOSOMATICI - I migliori risultati l’omeopatia li ottiene nel trattamento di disturbi psicosomatici, di non meglio precisate allergie, di disturbi funzionali connessi più alla sfera emotiva/emozionale del paziente che non a problematiche organiche vere e proprie. Eppure, nonostante tutto questo, ad omeopatia, fitoterapia, trattamenti manuali, agopuntura ricorrono l’8,2 per cento degli italiani (dati Istat). Circa 20 mila medici italiani prescrivono almeno una volta all’anno medicinali omeopatici. E sono circa 4 mila i medici che la esercitano con regolarità. E al nord il loro numero è in crescita, soprattutto in Lombardia dove negli ultimi sette anni, il numero di medici iscritti nei registri delle medicine non convenzionali dell’Ordine è cresciuto del 180%.

MINISTRO LORENZIN -  È intervenuto anche il ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin: “Sappiamo che i farmaci omeopatici sono complementari, non sostitutivi. E quando si tratta di bambini il tema è molto delicato. A parere mio in questi casi niente può sostituire la medicina tradizionale che rimane ‘la scienza medica'”, aggiunge la Lorenzin. "Ai genitori chiedo consapevolezza – ha detto -. Quando i figli stanno male vanno curati, se persistono febbre e sintomi importanti bisogna allarmarsi. Questo caso ci dice una cosa incredibile, un bambino è andato in setticemia ed è morto per un’otite. Bastava un antibiotico”. Per il ministro non occorrono regole nuove, “basta applicare le norme che ci sono”.
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