Sigarette elettroniche, il grande bluff: rischio cancro anche senza tabacco

29 maggio 2017 ore 20:00, Americo Mascarucci
Le sigarette elettroniche emettono meno sostanze nocive rispetto alle sigarette tradizionali, ma sono comunque pericolose per la salute e possono creare malattie come il tumore. Lo rivela un nuovo studio realizzato da un gruppo di ricerca multidisciplinare coordinato da Moreno Paolini, docente del dipartimento di Farmacia e biotecnologie dell’università di Bologna.
Sigarette elettroniche, il grande bluff: rischio cancro anche senza tabacco

COSA SONO - La sigaretta elettronica (detta anche e-cigarette o e-cig) è un dispositivo elettronico nato con l'obiettivo di fornire un'alternativa al consumo di tabacchi lavorati (sigarette, sigari e pipe) che ricalchi le mimiche e le percezioni sensoriali di questi ultimi. È usata per diminuire la dipendenza e l'uso delle sigarette, pipe e sigari tradizionali.
Il dispositivo funziona attraverso l'evaporazione di un e-liquid, una soluzione a base di acqua, glicole propilenico, glicerolo, aromi ed eventualmente nicotina. Il liquido è vaporizzato da un atomizzatore, un dispositivo alimentato da una batteria ricaricabile.
Esistono vari fattori che determinano la scelta dei componenti della sigaretta elettronica:
Resa aromatica, ovvero l'integrità, la corposità e il gusto dell'aroma del liquido una volta vaporizzato e aspirato
Hit (o colpo in gola), la percezione del vapore che passa nella laringe durante l'inspirazione. L'hit dipende anche dalla quantità di nicotina diluita nel liquido
Fumosità, la quantità e la densità di vapore generato dalla vaporizzazione del liquido. La fumosità dipende, oltre che dall'efficienza dell'atomizzatore, anche dalla percentuale di glicerolo del liquido
Calore, la temperatura del vapore inalato.

I DANNI - Secondo la ricerca i danni sarebbero dovuti dal fatto che le sigarette elettroniche, pur non bruciando tabacco, produrrebbero comunque sostanze tossiche e potenzialmente dannose. Fra le sostanze tossiche più comuni che sarebbero presenti vi sarebbero acroleina, formaldeide e acetaldeide. A livello polmonare, ad esempio, i vapori della sigarette elettronica avrebbero un effetto attivante nei confronti degli enzimi bioattivi, inibendo quelli detossificanti. Lo studio dell'Università di Bologna, si afferma in una nota, ha mostrato una diminuzione della capacità antiossidante del tessuto polmonare e l'aumento della produzione di radicali liberi: due condizioni che hanno un ruolo primario nel generare quello stress ossidativo spesso imputato come causa o concausa di tumori, invecchiamento cellulare e malattie degenerative. 
Inoltre dalla ricerca emerge come tra le conseguenze dell'esposizione ai vapori delle e-cig vi sia un aumento dei livelli di colesterolo e degli acidi grassi saturi. 
"Ma la scoperta senza dubbio più preoccupante - aggiunge Donatella Canistro, ricercatrice Unibo e principal investigator dello studio - riguarda la capacità che questi vapori hanno di danneggiare l'informazione genetica all'interno della cellula. Negli animali esposti alle e-cig, in particolare, sono stati osservati danni al Dna delle cellule del sangue. I sostenitori delle e-cig pubblicizzano la minore emissione di sostanze nocive rispetto alle sigarette tradizionali. È necessario però fare chiarezza: meno pericoloso non significa privo di rischio".

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