Epatite C, Lorenzin concede l'acquisto di farmaci salva-vita all'estero

29 marzo 2017 ore 17:33, Americo Mascarucci
Novità in arrivo per i malati di Epatite C. Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha infatti diramato una circolare con la quale si permette a chi non rientra nei criteri per ottenere il farmaco dal servizio sanitario italiano di poterlo acquistare in altri Stati anche facendolo spedire.  Nella circolare non si fa appositamente menzione ai malati di epatite C ma appare evidente cone proprio questi siano i più penalizzati dai criteri dettati dall'Aifa per ottenere i farmaci distribuiti dal Servizio Sanitario Nazionale. E come proprio a beneficio loro vadano le novità introdotte dalla circolare.

LE NOVITA'
Nessun medicinale può essere commercializzato in Italia senza avere ottenuto un'autorizzazione da Aifa o di livello comunitario specifica la legge. Il Ministro non ha modificato questo principio che resta valido, ma ha concesso delle deroghe per ciò che concerne due categorie di farmaci:
"I medicinali posti regolarmente in vendita nei Paesi esteri ma non autorizzati all'immissione in commercio sul territorio nazionale, spediti dall'estero su richiesta del medico curante"; e "i medicinali regolarmente registrati in Paesi esteri, che vengono personalmente portati dal viaggiatore al momento dell'ingresso nel territorio nazionale, purché destinati a uso personale per un trattamento terapeutico non superiore a 30 giorni". 
Viene così riconosciuta per la prima volta la possibilità di acquistare su internet, farmaci di provenienza certificata. In ogni caso, comunque, ci vuole sempre la ricetta e bisogna mandare al ministero un modulo compiltato dal medico curante.
Tutto questo può avvenire però quando manca una valida alternativa terapeutica, ossia quando quel medicinale acquistato all'estero è migliore di quelli acquistati in Italia con gli stessi principi attivi. 
Epatite C, Lorenzin concede l'acquisto di farmaci salva-vita all'estero

COSA E' L'EPATITE C
L'epatite C è una malattia infettiva, causata dall'Hepatitis C virus (HCV), che colpisce in primo luogo il fegato. L'infezione è spesso asintomatica, ma la sua cronicizzazione può condurre alla cicatrizzazione del fegato e, infine, alla cirrosi, che risulta generalmente evidente dopo molti anni. In alcuni casi, la cirrosi epatica potrà portare a sviluppare insufficienza epatica, cancro del fegato, varici esofagee e gastriche.
L'HCV è trasmesso principalmente per contatto diretto con il sangue infetto, spesso dovuto all'uso di droghe per via endovenosa, a presidi medici non sterilizzati e trasfusioni di sangue. Si stima che circa 130-170 milioni di persone al mondo siano infettate dal virus dell'epatite C. L'esistenza dell'epatite C, in origine definita "epatite non A non B", è stata ipotizzata nel 1970 e confermata nel 1989.
Il virus persiste nel fegato di circa l'85% delle persone infette. Questa infezione persistente può essere trattata con numerosi farmaci, alcuni giunti a disposizione solo dal 2015. Con i farmaci più moderni si può avere la guarigione in oltre il 90% dei pazienti trattati. Chi ha già sviluppato la cirrosi o il cancro del fegato (epatocarcinoma) beneficerà molto meno del trattamento farmacologico e pertanto per questi pazienti in fase avanzata potrebbe essere necessario un trapianto di fegato. Finora non è ancora stato sviluppato un vaccino specifico.
Solo i pazienti più gravi fino ad oggi avevano accesso alla cura. Si tratta di una platea molto ampia di malati che fino ad oggi hanno trovato utile in attesa di ottenere l'accesso alle cure acquistare i farmaci all'estero, soprattutto in India, anche tramite internet. 
Un problema che ora la circolare Lorenzin sembra voler risolvere coniugando il legittimo diritto dei malati ad avere un accesso alle cure il più rapido ed efficace possibile con il rispetto delle norme e della sicurezza bloccando soprattutto il traffico illegale di farmaci, spesso non certificati, dall'estero. 

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