Lotta ai tumori, la speranza in una ricerca sui farmaci antitumorali

03 dicembre 2016 ore 15:44, Andrea Barcariol
Nella lotta ai tumori, il ricorso a farmaci di tipo chemioterapico potrebbe essere a un punto di svolta. Uno studio del Dipartimento di Oncologia Sperimentale dell’Istituto Europeo di Oncologia, sembra aver individuato il modo per annullare la resistenza delle cellule tumorali che attivano meccanismi di difesa che le rendono resistenti all’azione delle molecole chimiche dei farmaci. L’indagine ha preso in esame gli effetti del farmaco Sunitinib, utilizzato come prima e seconda linea nel trattamento di diversi tumori: «anche questo farmaco, come gli altri, all’inizio funziona bene; ma poi, ad un certo punto, si sviluppa resistenza - spiega Saverio Minucci, coordinatore dello studio e direttore del Programma di Nuovi Farmaci dell’Istituto Europeo di Oncologia - con il nostro studio abbiamo individuato il meccanismo grazie al quale la cellula tumorale ‘inganna’ il farmaco. Fortunatamente abbiamo anche scoperto che questo meccanismo di resistenza si può bloccare». A frenare la resistenza delle cellule cancerogene può essere un altro farmaco anti-tumorale: «Studiando la resistenza al Sunitinib - continua Mohamed Elgendy, primo firmatario dello studio - abbiamo trovato che l’Everolimus, un farmaco già in uso contro vari tumori, è in grado di neutralizzare i meccanismi di resistenza, rendendo così il tumore nuovamente sensibile al Sunitinib».

Lotta ai tumori, la speranza in una ricerca sui farmaci antitumorali
Dall’analisi di un gruppo pilota di pazienti i risultati sembrano essere confermati, ma per serviranno molti altri test, con un campione più ampio, per avere la certezza dell'efficacia del sistema. «Questo studio - conclude Minucci ci conferma la direzione futura della ricerca dei farmaci anticancro che combinerà vari approcci: l’immunoterapia, per risvegliare la risposta del sistema immune contro il tumore; la target therapy, per colpire i bersagli chiave delle cellule tumorali; i farmaci anti-resistenza, per mantenere nel tempo l’efficacia del trattamento. Impossibile oggi pensare a un’unica pillola anticancro».
Nonostante la mortalità sia in riduzione e la sopravvivenza  in  aumento, in Italia le  malattie  oncologiche  si  confermano un fenomeno estremamente rilevante, con una domanda di assistenza per il nostro Sistema Sanitario che  arriva dai 363.000 nostri concittadini che avranno in questo anno una diagnosi tumorale, ma anche dai circa
3.000.000 di italiani che hanno avuto questa esperienza nella loro vita e che per questo si sottopongono a visite periodiche di controllo ed esprimono nuovi e differenti bisogni socio-sanitari.







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