Il sonno 'sgombra' i pensieri superflui e fissa certi ricordi

03 febbraio 2017 ore 15:54, intelligo
di Stefano Ursi

Immagini al microscopio elettronico interne al cervello dei #topi suggeriscono ciò che accade nel nostro #cervello ogni giorno: le nostre sinapsi – giunzioni tra le cellule nervose – crescono durante la stimolazione del giorno, per poi ridursi di quasi il 20 per cento durante il #sonno, creando spazio per una maggiore crescita e apprendimento nel giorno successivo. Questo quanto emerge da uno studio pubblicato su Science dal gruppo di ricerca di Giulio Tononi e Chiara Cirelli all'Università del Wisconsin, con la collaborazione del dott. Michele Bellesi, dell'Università Politecnica delle Marche. L'ipotesi dello studio è che il sonno sia il 'prezzo da pagare' al fine di immagazzinare cose nuove nella mente. La ricerca è stata un'impresa di grandi dimensioni, con molti specialisti di ricerca che hanno lavorato per quattro anni nel fotografare, ricostruire ed analizzare due aree di corteccia cerebrale nel cervello dei topi: il risultato è stata la possibilità di ricostruire 6.920 sinapsi e misurarne le dimensioni. La squadra, si legge nella nota dell'ateneo, volutamente non aveva conoscenza se fossero sotto analisi le cellule del cervello di un topo ben riposato o di uno che era stato sveglio.

Il sonno 'sgombra' i pensieri superflui e fissa certi ricordi
I RISULTATI E LE PROSPETTIVE - Al termine dell'analisi, i ricercatori hanno scoperto che un paio d'ore di sonno avevano portato in media ad una riduzione del 18 per cento nelle dimensioni delle sinapsi. Questi cambiamenti sono avvenuti in entrambe le aree della corteccia cerebrale e sono risultati proporzionali alle dimensioni delle sinapsi. Così Cirelli: "E' notevole che la stragrande maggioranza delle sinapsi nella corteccia subisca un così grande cambiamento di dimensioni in poche ore di veglia e di sonno''. Tononi aggiunge: "Passando dai topi agli esseri umani, i nostri risultati indicano che ogni sera migliaia di miliardi di sinapsi nella nostra corteccia potrebbero divenire più sottili di circa il 20 per cento''. Il risultato di questa mega ricerca potranno ora servire per comprendere gli effetti cellulari della carenza di sonno e di ritmi alterati sonno-veglia.
autore / intelligo
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