Primo embrione artificiale di topo senza gravidanza, utero ha i giorni contati

03 marzo 2017 ore 16:49, Americo Mascarucci
Un gruppo di ricercatori inglesi dell'Università di Cambridge ha ottenuto il primo embrione artificiale: è di topo e si è formato a partire da cellule staminali che si sono assemblate. La scoperta è stata descritta sulla rivista Science e per la prima volta ipotizza, in via però soltanto teorica, lo sviluppo di un individuo fuori dall’utero, tecnica però che ad oggi risulterebbe applicabile solo in alcuni settori, come la zootecnia. 
Primo embrione artificiale di topo senza gravidanza, utero ha i giorni contati

LO STUDIO
Nei test, condotti dalla ricercatrice Magdalena Zernicka-Goetz, sono state utilizzate sia le cellule staminali embrionali che danno origine agli organi sia quelle che formano le strutture esterne all'embrione, come la placenta.
I ricercatori hanno assemblato cellule staminali tradizionali modificate (ma non è chiaro con quale sistema) e cellule del trofoblasto (precursore della placenta) per ricreare e guidare le primissime fasi dello sviluppo dell’embrione. 
L’insieme ha iniziato ad assemblarsi e a crescere, con un’architettura descritta come molto vicina a quella dell’embrione naturale. 
"Abbiamo notato che sia le cellule embrionali sia quelle extraembrionali hanno iniziato a comunicare tra loro e si sono organizzate in una struttura simile, anche nei comportamenti, a un embrione», afferma Magdalena Zernicka-Goetz - Confrontato con un embrione normale, quello artificiale ha mostrato di seguire lo stesso andamento nello sviluppo e di essere completo sotto tutti gli aspetti, compresa la formazione delle cellule germinali destinate a diventare ovuli e spermatozoi e quella della cavità amniotica nella quale l'embrione si sviluppa".

LE PROSPETTIVE
Per i ricercatori si tratterebbe di un'importante svolta verso la vita creata in laboratorio, con la prospettiva di valutare fino in fondo tutte le strade per raggiungere anche la vita umana artificiale al di fuori dell'utero. 
"È solo una possibilità - si affrettano a dichiarare gli autori del lavoro - l'embrione artificiale permetterà di comprendere le primissime fasi dello sviluppo embrionale, spiegando il motivo per cui più di due gravidanze umane su tre falliscono".
Insomma per il momento meglio non correre troppo.La vita umana artificiale creata in laboratorio resta ancora nel novero della fantascienza. 
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