Salute del cuore: meglio i grassi dei carboidrati. La dieta da seguire

30 agosto 2017 ore 7:49, Eleonora Baldo

Con le ferie d’agosto quasi agli sgoccioli, è tempo di iniziare a pensare alla dieta per rimettersi in forma dopo i bagordi e i numerosi sgarri compiuti durante le calde e assolate giornate di vacanza. Ebbene, prima di sottoporvi a rigidi regimi alimentari è il caso che leggiate questo articolo e ripensiate i contenuti della vostra dieta.

Direttamente dal Congresso europeo di Cardiologia, tenutosi recentemente a Barcellona, arrivano rivelazioni “sconvolgenti” sul ruolo di carboidrati e grassi nella nostra dieta. Uno studio americano, infatti, avrebbe sovvertito i consolidati pregiudizi costruiti negli anni sul ruolo nocivo dei grassi nel nostro regime alimentare, puntando invece il dito contro i carboidrati, elemento centrale della famosa “dieta mediterranea” di cui noi italiani siamo orgogliosamente fruitori.

 LO STUDIO - PURE (Prospective Urban Rural Epidemioliogy) – questo il nome dello studio, i cui risultati sono stati riportati nella prestigiosa rivista di settore “Lancet” – ha analizzato l’imbatto del fenomeno di urbanizzazione su diversi aspetti della vita dell’essere umano come l’attività fisica e i cambiamenti di alimentazione, i fattori di rischio legati all’insorgenza di patologie quali obesità ed ipertensione e infine l’insorgenza di malattie cardiovascolari. L’indagine, condotta dall’Università americana di Hamilton (Ontario), ha osservato e analizzato per ben dodici anni le abitudini alimentari e di vita di un campione di quasi 155 mila persone, di età compresa tra i 35 e i 70 anni, provenienti da 18 Paesi del mondo suddivisi tra paesi ad alto, medio e basso reddito pro capite. Ebbene da quanto emerso dai dati sapientemente raccolti ed analizzati dal pool di scienziati ingaggiati nella ricerca, “Limitare l'assunzione di grassi non migliora la salute delle persone” – come precisato da Mahshid Dehghan, tra gli autori della ricerca – “che invece potrebbero trarre benefici se venisse ridotto l'apporto dei carboidrati al di sotto del 60 per cento dell'energia totale, e aumentando l'assunzione di grassi totali fino al 35 per cento”.

Salute del cuore: meglio i grassi dei carboidrati. La dieta da seguire

I DATI - Per condurre la ricerca, il campione di popolazione sottoposto all’indagine, è stato suddiviso in classi a seconda della dieta e dello stile di vita seguito. In base ai dati emersi dalla compilazione di questionari periodici, aventi validità nazionale, che interpellavano i soggetti sulle loro abitudini di vita e alimentari. I dati raccolti dall’indagine, hanno evidenziato come nella fascia ad alto consumo di carboidrati il rischio di mortalità fosse più elevato (28%) rispetto a quello presente nella fascia a più ridotto consumo degli stessi e contemporaneamente non si registrassero differenze in termini di rischio cardiovascolare. Sul fronte invece dei grassi, la ricerca ha evidenziato come nei soggetti inseriti nella classe ad alto consumo di grassi il rischio di mortalità complessivo fosse inferiore del 23% rispetto ai soggetti presenti nella fascia a medio consumo, mentre l’insorgenza di malattie cardiovascolari fosse minore del 18% per quanto riguardava gli ictus e addirittura del 30% per cause di mortalità legate a patologie di origine non vascolare.

 LA DIETA - A corollario è poi stata compilata una classifica dei grassi “salva-vita” che vede in cima alla stessa, in termini di rischio di mortalità generalizzato i grassi polinsaturi che riducono il rischio di ictus del 29%, seguono con il 19% i monoinsaturi, infine, fanalino di coda i grassi saturi con il 14% che però tutelano maggiormente i soggetti dall’insorgenza di ictus, con una riduzione del rischio pari al 21%.Per permettervi una corretta riformulazione della dieta, quindi, vi ricordiamo che i grassi polinsaturi – i leader della classifica per la riduzione del rischio di mortalità – sono presenti maggiormente negli alimenti di origine  vegetale come gli oli di semi di girasole, quello di arachidi e di mais mentre i grassi saturi – difensori dell’organismo dall’insorgenza di ictus – sono presenti in alimenti di origine animale come uova, latte, salumi, grassi animali (lardo e pancetta) ma anche in alcuni alimenti di origine vegetale come olio di cocco o di palma, burro di arachidi, margarina e frutta secca.


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